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Legislazione elettorale di contorno



L’espressione «legislazione elettorale di contorno» si riferisce a tutto ciò che non attiene alla formula elettorale in senso stretto).
In ordine alla presentazione delle liste di candidati, pur essendo formalmente previsto l’obbligo di sottoscrizione da parte di un certo numero di elettori di entità rapportata alla popolazione delle circoscrizioni elettorali, sono però state introdotte deroghe così ampie (a vantaggio delle forze politiche già rappresentate al momento del voto, finanche le più piccole) da far sì che quell’obbligo abbia effetto solo per le formazioni che si presentano per la prima volta.

In ordine alla responsabilità delle diverse fasi del procedimento elettorale, essa è affidata in parte al ministero dell’interno, in parte ai comuni, in parte a organi istituiti di volta in volta (le sezioni elettorali, costituite dal presidente di seggio e dagli scrutatori, e gli uffici elettorali, che sono formati da magistrati).

In ordine alle eventuali contestazioni concernenti il procedimento elettorale, occorre distinguere fra elezioni politiche e gli altri tipi di elezione. Per le prime, al fine di salvaguardare l’autonomia parlamentare, la competenza è attribuita dalla Costituzione alle stesse Camere. Fanno eccezione le controversie relative all’esclusione di liste e candidati, affidate all’ufficio centrale nazionale presso la Corte di cassazione. Per le altre elezioni la competenza è invece attribuita al giudice amministrativo (v. artt. 126-132 d.lgs. 104/2010). Qualora tuttavia si disputi di diritti (elettorato attivo o passivo), e non del procedimento elettorale, la competenza è del giudice ordinario.
La disciplina delle campagne elettorali (v. l. 4 aprile 1956, n. 212 e l. 10 dicembre 1993, n. 515) prevede disposizioni che regolano la propaganda elettorale a mezzo stampa e radiotelevisiva e le altre forme di propaganda (affissione dei manifesti e ripartizione degli spazi sui tabelloni allestiti dai comuni),