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Istituto giuridico feudale


Il feudo si sviluppò negli ambienti militari germanici, dove veniva utilizzato come strumento necessario per vincolare il rispetto delle gerarchie della guerra: la compagnia degli uomini armati a cavallo (comitatus) era infatti vincolata al sovrano da legami di fedeltà.
Si tratta di una creazione, attribuita ai franchi, di natura consuetudinaria, cioè sorta spontaneamente dalle pratiche di vita militare.
Il feudo si configura come relazione giuridica fra due soggetti di condizione giuridica differente: uno superiore (dominus: signore); l’altro inferiore (vassallus: vassallo). Il rapporto feudale si costituiva in base all’atto di giuramento (omagium) con cui il vassallo giurava fidelitas (onore, inteso come fondamento della dignità umana) al dominus. Il giuramento avveniva nel corso di cerimonie dal forte valore simbolico: il vassallo, in ginocchio e a mani giunte, poneva il capo sotto la spada del dominus in segno di umile deferenza.
Dalla fidelitas scaturivano per il vassallo obligazioni positive (di fare) e negative (di non fare). Le obbligazioni di fare erano:
- l’auxilium (aiuto), cioè l’obbligo del servizio militare a cavallo. Il vassallo doveva essere pronto in ogni momento ad assistere il dominus nelle sue spedizioni belliche, a favorire la sua liberazione in caso di prigionia e a fornire un contributo economico (scudagium) in caso di riscatto bellico;
- il consilium (parere), consisteva invece in un’assistenza non militare. Il vassallo doveva esprimere pareri nelle corti giudiziarie e nei consigli.
Gli obblighi di non facere, invece, implicavano l’obbligo di non allearsi con il nemico e di non arrecare nocumento al dominus mediante il tradimento, atto da cui scaturiva la scissione di ogni rapporto di vassallaggio e la perdita dell’onore per chi diveniva fellone (traditore).
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