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L’interpretazione dei commentatori e il ragionamento analogico


L’affiancarsi di diverse forme legislative (diritto civile, canonico e statutario) richiese l’applicazione di un’attività esegetica meno rigorosa e più duttile. Questo mutamento interpretativo fu realizzato dagli studiosi della scuola d’Orléans: i commentatori, la cui attività fu favorita dalla bolla papale del 1235 mediante cui il pontefice Gregorio IX autorizzò l’insegnamento del diritto romano nella scuola francese.
Il mutamento del metodo interpretativo che intercorse tra i glossatori e i commentatori trovò le sue origini nel riaffermarsi della didattica preirneriana, basata su un insegnamento volto a fornire agli studenti una conoscenza enciclopedica delle arti liberali (sermocinali e reali). A partire dal XII secolo, queste ibridazioni del sapere erano tuttavia confluite nell’insegnamento della branca autonoma e lucrativa del diritto, il cui obiettivo era proprio quello di liberarsi da interferenze di rami del sapere molto più elastici e ampi: il variegato prospetto conoscitivo che aveva caratterizzato lo studio preirneriano della conoscenza enciclopedica diede il posto, durante l’età irneriana, all’insegnamento della sola scientia iuris.
Il metodo adottato dai commentatori, basato sull’interpretazione estensiva, si diffuse ad Orléans perché qui La maggior parte dei docenti era scelta tra gli allievi di Iacopo Balduini e Odofredo, fautori di un’attività esegetica duttile e pratica, contrapposta a quella analitica e rigorosa propria di Accursio.
Esempio chiesto all’esame: l’interpretazione posta in essere dagli studiosi d’Orlèans può essere paragonata a una scatola battezzata con il nome del colore rosso all’interno della quale i commentatori potevano fare rientrare tutte le norme in cui apparivano riferimenti al colore rosso in tutte le sue sfumature, dal rosa al fucsia. Al contrario, i glossatori si sarebbero limitati a inserire solo ed esclusivamente il colore rosso.
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