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Individuazione del reato nel sistema giuridico


La Costituzione, non solo riserva al legislatore la scelta di configurare come reato un certo comportamento: essa stabilisce anche i limiti che il legislatore deve rispettare nell’individuazione dei reati. Li possiamo così riassumere:
1. Il principio di tassatività e determinatezza del principio penale. la condotta vietata deve essere prevista e formulata dal legislatore in modo chiaro, affinché tutti abbiano la piena consapevolezza dell’illecito da non commettere e in modo da consentire a chi è accusato di un crimine di potersi difendere;
2. Il principio della personalità della responsabilità penale: la legge non può ascrivere al soggetto ciò che è stato fatto da altri, dunque niente che non sia imputabile al soggetto stesso;
3. Il principio di colpevolezza, in base al quale sono punibili solo le condotte materiali collegate a un atteggiamento soggettivo di colpevolezza, nelle forme del dolo (quando l’evento è voluto) o della colpa (quando l’evento è invece dovuto a negligenza, imprudenza o a perizia);
4. Il principio di offensività e lesività del reato: poiché il ricorso sanzionale può colpire beni protetti dalla Costituzione (libertà personale e dignità sociale del condannato), per costituire reato, il fatto deve, a sua volta, pregiudicare un bene o un interesse costituzionalmente tutelato.
Stabiliti i limiti che il legislatore deve rispettare nell’individuazione dei reati, è fondamentale definire il valore della pena: essa ha in primo luogo uno scopo di prevenzione generale in quanto si propone di dissuadere la generalità dei consociati dal commettere reati; in secondo luogo essa ha uno scopo di prevenzione speciale nei confronti del reo e, infine, ha la funzione di tendere alla rieducazione del condannato (ex articolo 27).
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