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Impedimenti impedienti e vizi del consenso matrimoniale


Impedimenti impedienti


Gli impedimenti impedienti sono rappresentati da situazioni di minore gravità, le quali consistono o nella mancata osservanza delle pubblicazioni matrimoniali o il mancato rispetto del cosiddetto lutto vedovile (prima che la donna possa contrarre nuovo matrimonio devono trascorre almeno 300 giorni dalla morte del precedente coniuge, art. 89).
Il verificarsi di un impedimento impediente non determina lo scioglimento del matrimonio, ma autorizza un terzo soggetto a indagare sull’insussistenza del vincolo matrimoniale (PM, parenti, affini, ecc.). Qualora il matrimonio si sia già verificato, nel caso in cui sussistano impedimenti dirimenti ne viene dichiarata la nullità, in presenza di impedimenti impedienti l’ufficiale dello stato civile è tenuto a non celebrare le nozze, ma se esse sono state già celebrate manterranno la loro validità purché i coniugi paghino una cifra di ammenda.

Vizi del consenso matrimoniale


Il primo vizio legato al consenso matrimoniale corrisponde con l’incapacità di agire: l’art. 85 dispone che chiunque sia privo di capacità di agire (il minore eccetto gravi motivi o l’interdetto) non abbia la facoltà di contrarre vincolo matrimoniale.
L’art. 120 prevede inoltre che il matrimonio possa essere impugnato da uno dei due coniugi qualora egli riesca a provare che, nel momento in cui abbia prestato il consenso matrimoniale, era transitoriamente incapace di intendere o di volere. L’azione non può essere proposta se vi e' stata coabitazione per un anno dopo che il coniuge incapace ha recuperato la pienezza delle facoltà mentali).
Il consenso è considerato nullo anche nel caso in cui esso sia stato estorto mediante l’uso della violenza.
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