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I gruppi di interesse


Le leggi sono emanate dal Parlamento il quale, attraverso questo strumento, utilizza la sua potestà di imperio per soddisfare un pubblico interesse. I parlamentari, però, non sempre riescono a effettuare le loro scelte di voto tenendo conto dell’interesse pubblico. In alcuni casi, infatti, la legge può servire un interesse non di tipo generale ma di tipo particolare, tuttavia fortemente sostenuto da gruppi di pressione. esempio Si pensi alla legge che deve disciplinare l’accesso alle libere professioni come quella di avvocato: se la professione potesse essere esercitata da chiunque, purché in possesso dei requisiti minimi (la laurea in giurisprudenza), ci sarebbero moltissimi avvocati; inoltre, eliminando ogni vincolo alla determinazione del compenso per le loro prestazioni, i redditi di coloro che già esercitano la professione ne risentirebbero molto negativamente. Gli avvocati, perciò, costituirebbero un gruppo di pressione, poiché effettuerebbero pressioni sui parlamentari per evitare una legge che liberalizzi l’esercizio delle professioni. Al contrario, ci possono essere casi in cui i parlamentari sono consapevoli di quale sia l’interesse generale, ma sanno che per realizzarlo occorrono interventi che gli elettori stentano a capire poiché, ad esempio, le questioni tecniche implicate sono molto complesse. In questi casi, il parlamentare, che tiene a essere rieletto, potrebbe non votare a favore di quel provvedimento proprio perché, pur perseguendo un interesse generale, non è compreso dagli elettori.
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