Video appunto: Gracco, Caio - Riforme
Successivamente alla morte di Tiberio fracco, imovimento riformatore di Tiberio, ritornava finalmente in auge, con l'elezione al tribunato del fratello Caio fracco.
Caio attuò una serie di riforme gradite ai populares, ovvero al proletariato che si era insediato nell'Urbe in seguito all'espansione di Roma. Composte da gran parte dai piccoli agricoltori italici che non potevano eguagliare i bassi prezzi delle derrate provenienti dalle regioni dell'Africa, Sicilia, Sardegna, e dagli abitanti delle provincie conquistate.


Egli proseguì la politica agraria del fratello permettendo la vendita del grano a prezzo ridotto, e inoltre fece approvare una lex de colonis deducendi per la creazione di nuove colonie anche fuori dall'Italia. Inoltre nella sua politica, Caio volle dare soddisfazione anche alle esigenze dei cavalieri, affidando loro, e togliendo al senato, l'ufficio di giudici nei processi per le concussioni. Importante nel suo quadro di riforme fu la legge giudiziaria. La corruzione delle provincie era un cancro diffuso. I governatori in accordo con i pubblicani gonfiavano i tributi da riscuotere e se ne intascavano i profitti. I governatori erano sottoposti al controllo del senato, ma spesso erano loro stessi senatori, e nulla era valsa la creazione di un tribunale per questi casi. Così Caio propose che i tribunali fossero assegnati all'ordine equestre, sfruttando la forte rivalità tra i due ceti. Inoltre Caio estese la cittadinanza romana ai latini. I socii furono indispensabili per l'esercito romano nelle varie battaglie, tuttavia non avendo il requisito della cittadinanza romana non potevano partecipare ai profitti di guerra in condizione di parità con i romani, e non disponevano delle garanzie dell'istituto della provocatio.