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Vita di Mario Caio



Dopo qualche decennio la classe popolare, che si rispecchiava prevalentemente nei cavalieri e nella massa urbana, riprese vigore grazie a Caio Mario, che acquistò una grande fama in seguito alla vittoria contro il Re numidico Giugurta. In quegli anni fu ripetutamente console (per ben 6 volte), ed era ben visto dalla classe dei cavalieri e dai nullatententi.
Per questo si avvicinarono a lui i due nuovi capi popolari ossia i tribuni Glaucia e Saturnino, la cui loro politica si rifaceva in parte al programma Graccano, come per esempio la formazione di colonie in Africa e la distribuzione dell'ager gallicus conquistato da Mario, ai veterani del suo esercito. A differenza di Gracco, i due tribuni Saturnino e Glaucia erano più interessati al sostegno dell'esercito mariano che al ceto popolare. Anche contro questi tribuni, la nobilitas reagisce in modo violento ed emanando un senatum consultum ultimum, sì soffoco nel sangue il progetto dei due tribuni.

A Mario viene fatta corrispondere un importantissima riforma dell'esercito. Essa prevedeva non più un esercito con prestazione gratuita, ma i soldati divenivano veri e propri stipendiati dal loro dux. Inoltre Mario per ingrossare le fila dell'esercito, inserirà all'interno del sistema militare anche i nullatenenti, stipendiandoli e rendendoli veri e propri guerrieri.

Successivamente in età tardo antica verranno inseriti, nelle file dell'esercito, anche truppe di origine barbara. Con la distribuzione del tesoro militare tra le file dell'esercito Mariano, quindi, i soldati si andavano più a legare al loro dux, poiché più vincevano più guadagnavano. La reazione del Senato fu violenta verso questa concezione di distribuzione del tesoro, e quindi Mario fu costretto a fuggire in Asia.