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Formulazione delle norme giuridiche


Mentre il contenuto di una norma, cosa essa prescrive, ovviamente cambia a seconda delle finalità perseguite, il modo come si prescrive per il tramite delle norme giuridiche è sempre riconducibile a una medesima struttura formale.
Semplificando al massimo, ciascuna norma può essere concettualmente scomposta in una parte chiamata fattispecie (F) e in una parte chiamata conseguenza (C), venendosi poi a comporre secondo lo schema «se F, allora C».
La fattispecie F descrive gli elementi astratti (eventi naturali, comportamenti umani, situazioni e condizioni più o meno determinate) al concreto verificarsi dei quali deriva la conseguenza C, ossia scatta la prescrizione. Così la fattispecie concreta (le caratteristiche specifiche del singolo caso) viene a riconnettersi con la fattispecie astratta (le caratteristiche descritte in generale dalla norma) e si dice che viene in questa «sussunta». Si tratta di un sillogismo (secondo lo schema aristotelico: premessa maggiore, premessa minore, conclusione).
Le norme possono essere formulate, attraverso le espressioni linguistiche delle relative disposizioni, in modi diversi a seconda della tecnica legislativa prescelta (e del retrostante fine di politica del diritto). È possibile contrapporre una tecnica di redazione «tassativa» a una tecnica «a fattispecie aperta».

La prima (redazione tassativa) è più attenta alle esigenze di prevedibilità e certezza del diritto, ed è per questo tipica delle norme penali: si esprime con fattispecie e conseguenze «chiuse», ossia predeterminate in ogni loro elemento. Ad esempio, solo qualora ricorrano tutti gli elementi descritti dall’art. 629 del codice penale, e unicamente al ricorrere di questi, si può giungere a una condanna per il reato di estorsione («chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o a omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito...»).
La seconda (redazione a fattispecie aperta) è più funzionale alle esigenze di adattabilità dell’ordinamento ai diversi casi della vita e all’evolversi della «coscienza sociale», ed è perciò frequente nelle norme di diritto costituzionale e di diritto privato: si esprime con fattispecie e conseguenze «aperte», ossia suscettibili di integrazione e completamento da parte dell’interprete al momento di applicare la norma in relazione alle circostanze del caso concreto.
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