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Forma di Stato autoritaria


Nel corso del XX secolo, La forma di stato autoritaria si è affermata in diverse zone dell’Europa a seguito delle criticità e di alcuni insuccessi della forma di stato liberale. Per comprendere le caratteristiche della forma di stato autoritaria bisogna tener conto di tre elementi:
- titolarità dell’esercizio della sovranità;
rapporto tra i diversi titolari del potere;
- finalità dell’esercizio del potere.
La forma di stato autoritaria trae le proprie origini dall’idea secondo cui la separazione dei poteri sia un principio non utile al buon funzionamento delle istituzioni. La forma di stato autoritaria si propone di affidare l’esercizio dei tre poteri, in particolare di quello esecutivo e legislativo, a organi il più possibile ristretti in grado di adottare rapidamente decisioni coerenti con l’indirizzo politico.
Al Momento della loro istituzione, le forme di stato autoritarie si sono caratterizzate per un progressivo isolamento delle assemblee parlamentari, che nella maggior parte dei casi sono state sostituite da organi creati ad hoc (in Italia si trattò della camera dei fasci e delle corporazioni). L’assenza di costituzioni rigide ha consentito di raggiungere quest’obiettivo con estrema facilità. In Italia, ad esempio, la costituzione Albertina lasciava ai titolari del potere un ampio margine di discrezionalità; in Germania, ancora, la Costituzione di Weimar conteneva un articolo che consentiva al cancelliere, in casi di emergenza interna o internazionale, di accentrare su di sé l’esercizio dei poteri.
Le forme di stato autoritarie si caratterizzavano inoltre per una bassa tendenza a collaborare con altri soggetti di diritto internazionale al di fuori di rapporti di alleanza di tipo militare (a tal proposito ci si riferisce in particolare all’alleanza stretta tra il Partito nazionale fascista e il partito nazional-socialista).
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