Ominide 8291 punti

Finalità del coordinamento finanziario tra enti statali e locali


Il coordinamento finanziario fra enti statali e locali è finalizzato ad adempiere agli obblighi derivanti dal patto di stabilità e crescita sottoscritto in sede di Unione europea. Sulla base dei vincoli economici e finanziari dell’Unione europea, sono consentite limitazioni alla capacità di spesa delle regioni e degli enti locali, anche attraverso controlli, obblighi di informazione, acquisizione di dati, fissazione di standard, stabilite dal corrispondente patto di stabilità interno (introdotto dalla l. 448/1998, rafforzato a ogni successiva manovra finanziaria e ridisciplinato dalla l. 208/2015 sulla base delle nuove regole sull’equilibrio di bilancio). La Corte costituzionale ha considerato legittime norme statali che hanno imposto limiti alla spesa corrente delle regioni (sentt. 4 e 36/2004), purché siano fissati come «limite complessivo» (sono cioè vietati vincoli puntuali relativi a singole voci di spesa) e solo in via transitoria e in vista degli obiettivi di riequilibrio finanziario (sentt. 390/2004 e 417/2005). In taluni casi, tuttavia, la Corte ha consentito anche limitazioni specifiche e puntuali collegandosi a materie di competenza statale, ad esempio richiamando la competenza statale in materia ambientale (sent. 378/2003 sull’obbligo per le regioni di acquistare gomme rigenerate) o quella in materia di tutela della concorrenza (sent. 345/2004 sull’obbligo di acquistare beni e servizi a prezzi stabiliti a seguito di gare organizzate da una società per azioni interamente posseduta dal ministero dell’economia, la Consip).

Nel quadro delineato da questa giurisprudenza si è inserita la citata l. 42/2009 con i successivi decreti legislativi: essi hanno portato a significative innovazioni; allo stesso tempo, però, il disegno del federalismo fiscale si è dovuto misurare con un contesto radicalmente mutato (la crisi finanziaria ed economica internazionale e la crisi dell’eurozona) che ne ha di fatto arrestato l’attuazione concreta. Si è quindi resa necessaria da parte del legislatore statale l’adozione di numerose misure anticrisi che hanno inciso pesantemente sulla finanza regionale e locale, e quindi sulle stesse materie legislative regionali. Individuata nel coordinamento finanziario ex artt. 117.3 e 119.2 la clausola che attribuisce allo Stato la competenza a intervenire in materia dettando norme talvolta anche di dettaglio (sent. 139/2012), l’esigenza appunto di fronteggiare la crisi ha trasformato il coordinamento della finanza pubblica in uno strumento per il contenimento della spesa pubblica degli enti territoriali. Esso è stato utilizzato per incidere, in particolare, sul versante della spesa sanitaria (sent. 123/2011) e, più in generale, su materie che di per sé sarebbero di competenza residuale regionale (dal finanziamento delle comunità montane, sent. 326/2010, alla spesa per il personale, sent. 108/2011, fino a sindacare il sistema di rilevamento delle presenze dei dipendenti regionali, sent. 325/2011).

Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email