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Esternazione del provvedimento



L’analisi strutturale del provvedimento è utile quando si pone un problema di esistenza del provvedimento, che si distingue dal problema di validità: un provvedimento può esistere, ma essere invalido perché difforme dalla previsione normativa, ma non tanto da impedirne di ricondurlo ad essa.
A volte però la difformità è talmente grave da impedire di considerarlo un provvedimento, e ciò avviene quando manca un requisito essenziale:
soggetto: solitamente è la p.a. che emana il provvedimento amministrativo. Anche se spesso il regime del provvedimento è parzialmente applicabile ad alcuni atti emanati da soggetti privati.
Presupposti: sono le circostanza di fatto che ne consentono l’emanazione (es. la domanda dell’interessato per il rilascio dell’autorizzazione, la commissione di un illecito…)
Volontà: è una volontà procedimentale, perché si forma progressivamente grazie all’apporto di più soggetti durante il procedimento.
motivi
contenuto: es. l’indicazione dell’attività autorizzata o del bene espropriato.
Esternazione: è necessario che il provvedimento abbia un’esternazione. La forma normale di esternazione è quella scritta, imposta dall’obbligo di motivazione provvedimento. La legge stabilisce che la motivazione bene indicare “i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche del provvedimento” e inoltre da essa devono emergere “le risultanze dell’istruttoria” cioè la motivazione deve essere una sorta di sintesi dell’istruttoria.
Quindi dal punto di vista formale, la motivazione è una parte essenziale dell’esternazione del provvedimento, dal punto di visto sostanziale, dimostra che la decisione racchiusa del provvedimento è la conclusione corretta del procedimento. I motivi quindi devono essere non solo espressi, ma fondati.