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Effetti del divorzio



Il divorzio ha “efficacia, a tutti gli effetti civili, dal giorno dell’annotazione della sentenza”. Da tale momento, i coniugi riacquistano lo Stato di liberi e ciascuno dei due può contrarre nuove nozze.
In conseguenza del divorzio, la donna perde il cognome del marito ma può essere autorizzato a conservarlo, dove sussiste un interesse meritevole di tutela suo o dei suoi figli.


Invece, per quanto riguarda difetti patrimoniali, il legislatore è chiamato ad una difficile mediazione tra l’esigenza di tutela del coniuge più debole ed il perseguimento dell’obiettivo, a seguito dello scioglimento del matrimonio, di un’effettiva eliminazione del vincolo coniugale.

La sentenza di divorzio produce diversi effetti:

- In caso di matrimonio civile, si ha lo scioglimento del vincolo matrimoniale; in caso di matrimonio religioso, si verifica la cessazione degli effetti civili (permane invece il vincolo indissolubile sul piano del sacramento religioso).

- La moglie perde il cognome del marito che aveva aggiunto al proprio dopo il matrimonio

- Finché il coniuge economicamente meno abbiente non passi a nuove nozze, il giudice può disporre che l’altro coniuge sia tenuto a corrispondere un assegno periodico (“assegno divorzi”): l’importo è quantificato in base alle condizioni e ai redditi di entrambi i coniugi, anche in rapporto alla durata del matrimonio.

- Finché il coniuge economicamente meno abbiente non passi a nuove nozze, il giudice può disporre che l’altro coniuge sia tenuto a corrispondere un assegno periodico (“assegno di porcile“): l’importo è quantificato in base alle condizioni e ai redditi di entrambi i coniugi, anche in rapporto alla durata del matrimonio.

- Viene decisa la destinazione della casa coniugale e degli altri beni di proprietà,

- I figli minorenni vengono affidati a uno dei coniugi, con l’obbligo per l’altro di versare un segno di mantenimento alla prole, o entrambi congiuntamente (affidamento condiviso), nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 337.

- Ciascuno dei coniugi perde diritti successori nei confronti dell’altro

- Se la sentenza di divorzio aveva, a suo tempo, riconosciuta un coniuge il diritto all’assegno di mantenimento, tale coniuge ha diritto anche alla pensione di reversibilità dell’ex coniuge defunto (o a una sua quota) a condizione che nel frattempo il coniuge superstite non si sia risposato.