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Disallineamento tra previsioni di competenza e di cassa



È importante sottolineare che può essere del tutto fisiologico che la procedura di gestione di un’entrata o di una spesa, prevista/autorizzata, cominci nell’anno N con la fase che corrisponde alla previsione/autorizzazione “di competenza” (nascono il credito o il debito, si ha l’accertamento dell’entrata o l’impegno della spesa) ma si concluda poi, con la fase “di cassa”, cioè con la vicenda giuridica dell’adempimento, in un anno diverso e successivo, ovvero N+1, N+2, ecc.

Può quindi verificarsi un disallineamento temporale tra le previsioni in termini di competenza e di cassa, perché la procedura di gestione di un’entrata o di una spesa può iniziare nell’anno N e finire nell’anno N+x.

Quindi il c.d. “anno finanziario” ed il c.d. “esercizio finanziario” possono tecnicamente non coincidere.
Per esercizio finanziario intendiamo l’insieme di atti di gestione (amministrativo-contabili) relativi ad un certo credito/debito che figura in bilancio. Quindi un debito sorto nell’anno finanziario N (ad esempio: 2016) può essere adempiuto dallo Stato (fase di cassa) nell’anno N+3 (ad esempio 2019). Quindi quel pagamento (che si verifica nel terzo anno successivo) anche se “appartiene”, per quanto riguarda la “cassa”, all’anno finanziario 2019, “per competenza” appartiene invece all’anno finanziario 2016, è relativo all’esercizio finanziario che è iniziato nell’anno 2016 (e che si conclude 3 anni dopo, nell’anno 2019).