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Fenomeno dei residui



Il disallineamento fra le previsioni di competenza e di cassa genera il c.d. fenomeno dei residui, attivi o passivi.
Quanto maggiore è il disallineamento, tanto più risulta difficoltoso gestire a distanza di tempo le riscossioni o i pagamenti, perché ogniqualvolta un’amministrazione riscuote un credito o paga un debito, deve sapere se sta riscuotendo o pagando un debito o un credito che è sorto in quello stesso anno o che invece risale ad anni pregressi, quindi deve sapere quale “esercizio finanziario” sta gestendo e se quel pagamento o quell’incasso sono “in conto competenza” o “in conto residui”.

Nel corso del tempo la PA deve mantenere traccia nelle scritture contabili di questo disallineamento tra gestione di competenza e gestione di cassa, che comporta diverse conseguenze e può assumere diversi significati.

Ad esempio: se a carico di un’amministrazione sorgono molti crediti ma poi questi vengono riscossi a distanza di molti anni, oppure non vengono riscossi affatto, ciò non è evidentemente un fatto positivo, anche perché più tempo trascorre tra il momento (previsto o effettivo) di nascita del credito e il momento (previsto o effettivo) del suo adempimento, più elevato è il rischio che quel credito rimanga insoddisfatto (ad esempio per insolvenza del debitore).
Tutto questo può essere sintomo di inefficienza, oppure di incapacità di contrastare fenomeni di evasione fiscale o di “economia c.d. sommersa”, se ad esempio i crediti di cui si tratta sono quelli tributari.