Sapiens Sapiens 15314 punti

Diritto di satira e libertà religiosa


La satira è un diritto costituzionalmente garantito poiché rientra nell’applicazione dell’art.21 della Costituzione, a condizione che non vengano danneggiati i diritti e la libertà altrui. Il suo scopo è di mettere in ridicolo le persone, i luoghi o i costumi basandosi su un’enfatizzazione e una deformazione della realtà al fine di provocare ilarità e se essa ha oggetto la religione, in tutti i suoi aspetti, coinvolge la libertà religiosa.

Pur trovando il suo fondamento costituzionale nell’art.19 della Costituzione, e quindi costituzionalmente protetta, la satira religiosa deve essere bilanciata con altri valori ed interessi, degni di rilevanza costituzionale come la dignità umana, la libertà religiosa e la protezione del sentimento religioso che appaiono prevalenti. Qualora la satira è finalizzata soltanto a suscitare ilarità, non deve essere più intesa come diritto di critica perché allora non persegue più un fine etico.

A seguito della dichiarazione di incostituzionalità dell’art. 402 del c.p,. che sanzionava il vilipendio della religione di Stato, la Legge 85/2006, che ha modificato il c.p. in materia di reati di opinione, i messaggi offensivi verso i dogmi o l’immagine pubblica delle confessioni religiose veicolati attraverso una satira, devono essere considerati solo in termini di diffamazione; nella pena da irrogare, il giudice deve tener conto anche del fatto che, in questo caso, il carattere del messaggio offensivo è più pericoloso perché incide particolarmente sull’opinione pubblica.
La satira può anche veicolare offese ad una confessione religiosa mediante vilipendio alle persone (anche a mezzo stampa) e in tal caso la tutela penale è quella prevista dall’art. 403 del c.p.(sanzione amministrativa)

La civiltà contemporanea è caratterizzata dalla globalizzazione e dal multiculturalismo e questo ci pone il problema se sia possibile applicare le esimenti (=cause oggettive che eliminano il carattere di reato da un fatto che altrimenti sarebbe tale) collegate al diritto di critica o di satira, a soggetti che appartengono a religioni o culture diverse in cui gli stessi diritti non sono percepiti con la stessa estensione. L’idea più diffusa è che, in questi casi, tali diritti debbano essere esercitati in modo responsabile, tenendo sempre presenti la morale pubblica, la sicurezza nazionale e il rispetto dei diritti e delle libertà altrui.

Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email