Le partizioni del diritto

Il diritto è l’insieme delle norme giuridiche, cioè le regole a cui siamo sottoposti ogni giorno dallo Stato. Il diritto si divide in:
• Diritto positivo che comprende le norme che ogni cittadino deve rispettare all’interno di uno Stato, evitando di incorrere in sanzioni;
• Diritto naturale che comprende le norme proprie della natura umana, come il diritto alla vita, alla libertà. Questi diritti sono stati riconosciuti nel 1948 dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, adottata dai paesi dell’ONU.
Il diritto positivo, comprende:
• Il diritto privato, cioè le norme che regolano i rapporti tra privati, in modo da consentire a chi si senta violato dei propri diritti, di rivolgersi all’autorità giudiziaria;

• Il diritto pubblico, tutela i rapporti tra gli enti pubblici e i cittadini, e inoltre disciplina i reati, perché è compito dello Stato punire i soggetti socialmente pericolosi. A differenza del diritto privato, dove tutti i soggetti sono posti su un piano di parità, nel diritto pubblico gli enti pubblici hanno un ruolo di superiorità, quindi esercitano il cosiddetto “potere d’imperio” nei confronti dei cittadini, pur nel rispetto delle libertà fondamentali.
Il diritto privato si distingue in due rami:
• Il diritto civile, volto a disciplinare i rapporti tra privati;
• Il diritto commerciale, che ha per oggetto l’attività di coloro che svolgono professionalmente un’attività economica, cioè gli imprenditori.
Il diritto pubblico si distingue in:
Diritto costituzionale, che regola l’organizzazione dello Stato e degli enti pubblici;
Diritto amministrativo, che tutela gli uffici pubblici destinati a offrire servizi ai cittadini, ad esempio il settore dell’istruzione;
• Diritto penale, che si occupa di stabile i reati e le pene correlate;
• Diritto processuale, relativo all’attività dei magistrati e alle modalità di svolgimento dei processi
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