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Le Fonti del diritto e la loro Gerarchia


la definizione "diritto" può prendere differenti significati. Quando diciamo "il diritto ci obbliga questo specifico comportamento" stiamo parlando di diritto oggettivo, ovvero il raggruppamento delle norme giuridiche presenti in uno Stato. Mentre il diritto soggettivo è un potere o un interessamento di un soggetto, che viene identificato dall'ordinamento giuridico. Il "diritto di parlare", il "diritto di lavorare" sono tutti diritti soggettivi, ovvero che ognuno di noi ne è responsabile.
il diritto oggettivo si differenzia in:
- diritto privato: il complesso di norme che guidano i rapporti fra i privati cittadini
- diritto pubblico: le norme che ordinano il meccanismo dello Stato, e i suoi rapporti con i cittadini.
Sia le regole del diritto oggettivo che le regole del diritto soggettivo, possono far parte di diversi gruppi.
I diritti soggettivi sono:
- patrimoniali: quando hanno per obiettivo degli interessi misurabili in senso economico
- non patrimoniali: quando hanno per obiettivo degli interessi difficilmente misurabili economicamente.
I diritti soggettivi si differenziano anche in:
- assoluti: quando sono riconoscibili e difesi dal diritto oggettivo nei riguardi di qualsiasi persona
- relativi: quando il responsabile di tale diritto può farli essere in vigore solo nei riguardi di alcune persone.
Uno Stato è sistemato da molte regole giuridiche che insieme formano l'ordinamento giuridico. Ma chi decide le norme giuridiche, e come? I cittadini all’interno della società come fanno a saperlo? La risposta è fonte del diritto. Essa è una fonte da cui qualcosa nasce e giunge, un esempio banale è che l'acqua nasce e giunge da una fonte ed infatti lo stesso è valido per le norme giuridiche che provengono da due fonti diverse:
- le fonti di produzione: che creano/producono tutte quelle norme giuridiche
- le fonti di cognizione: i documenti come giornali e siti che ci permettono di venire a conoscenza di tali regole giuridiche.
In quasi tutti gli Stati, tra cui ovviamente l’Italia, esistono differenti fonti di produzione di norme giuridiche, per cui c’è il pericolo di uno scontro tra norme giuridiche che giungono da fonti disuguali. Per stabilire quale norma va effettuata, si adopera il principio gerarchico, ovvero che le fonti più rilevanti prendono il sopravvento su quelle meno rilevanti e la stessa soluzione va applicata per le norme da loro concepite.
Le norme stabilite da fonti di stessa rilevanza possono avere qualche scontro e per risolverlo si rincorre al criterio temporale, ovvero che la norma stabilita in seguito può eliminare/annullare la norma antecedente di pari rilevanza.
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