Concetti Chiave
- L'Art. 2 della Costituzione tedesca, dell'Convenzione europea e della Carta dei diritti fondamentali dell'U.E. tutelano esplicitamente il diritto alla vita, assente invece in forma esplicita nella Costituzione italiana.
- Il diritto alla vita è tutelato dalla legislazione penale e civile, con un divieto assoluto e punizione per l'eutanasia, stabilito nell'Art. 17 del codice deontologico medico.
- Il diritto all'integrità fisica è indissolubilmente legato al diritto alla salute e trova protezione nelle legislazioni penale e civile, con risarcimenti per danni subiti.
- Secondo l'Art. 32 della Costituzione, la salute è un diritto fondamentale, garantito dalla Repubblica, che assicura anche cure gratuite agli indigenti.
- Il consenso è necessario per i trattamenti sanitari; in caso di incapacità del soggetto, il consenso è fornito da un rappresentante legale, salvo situazioni di necessità.
Diritto alla vita
A) Alla tutela del diritto alla vita alludono esplicitamente l’Art.2 della Costituzione tedesca, l’Art.2 Conv.eur. Dir. uomo e l’art.2 Carta dir. fond. U.E. (“Ogni individuo ha diritto alla vita”) . Manca, invece, un’analoga previsione nella nostra Costituzione, evidentemente ritenuta implicita nella clausola generale di tutela dei diritti inviolabili dell’uomo.
La tutela di tale diritto è affidata alla legislazione penale e anche in quella civile con il risarcimento del danno.
Il diritto alla vita appare dunque essenziale, non a caso, nel nostro ordinamento vi è l’assoluto divieto e la punizione dell’eutanasia (Art.17 codice deontologia medica del 2014 “il medico, anche su richiesta del malato, non deve effettuare né favorire trattamenti finalizzati a provocarne la morte”).
Diritto all'integrità fisica
B) Un diritto strettamente connesso al diritto alla vita e che risulta, in sostanza, indistinguibile al diritto alla salute, è il diritto all’integrità fisica. Esso trova ampia tutela nella legislazione penale e, dal punto di vista civilistico, attraverso lo strumento del risarcimento del danno.
L’Art.5 cc vieta gli atti di disposizione del proprio corpo, quando lei si possa derivarne una diminuzione permanente dell’integrità fisica, ovvero quando siano contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume. Entro i limiti in cui risultano consentiti, gli atti di disposizione del proprio corpo devono avere sempre Alla loro base il consenso libero e consapevole del soggetto. Esempi tradizionali di tali atti che vengono consentiti sono: la cessione dei capelli o dello stesso sangue. In particolar modo, per quanto riguarda la cessione del sangue, è affermato il principio secondo il quale non è consentito trarne un vero e proprio profitto, essendone ammessa solo la donazione, in quanto espressione di solidarietà sociale.
Tutela della salute
C) Salute.
L’Art. 32 Cost: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in alcun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Come visto nell’Art. 32, “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”, il soggetto può liberamente decidere di non sottoporsi ai trattamenti sanitari se, e solo se, questi riguardino la propria persona. La decisione di astensione non può riguardare un’altra persona in condizioni di incapacità (come l’ipotesi dei genitori che, per commissioni religiose, intendono vietare interventi medici sui figli). Dove il soggetto versi in una condizione tale da non poter prestare il proprio consenso, la legittimazione dell’intervento viene fatta dipendere dall’esistenza di uno stato di necessità. Il consenso è dato, in caso di incapacità del soggetto, dal suo rappresentante legale (genitore, tutore eccetera). Il diritto alla salute e al mente attraverso lo strumento del risarcimento del danno.
Domande da interrogazione
- Qual è il fondamento giuridico del diritto alla vita in Italia?
- Come viene tutelato il diritto all'integrità fisica?
- Qual è il principio fondamentale riguardante la salute secondo la Costituzione italiana?
- Come si gestisce il consenso ai trattamenti sanitari in caso di incapacità del soggetto?
In Italia, il diritto alla vita è tutelato implicitamente dalla clausola generale di tutela dei diritti inviolabili dell’uomo, anche se non è esplicitamente menzionato nella Costituzione, a differenza di altri ordinamenti come quello tedesco o europeo.
Il diritto all'integrità fisica è tutelato dalla legislazione penale e civile, con il risarcimento del danno. L'Art. 5 del codice civile vieta atti di disposizione del proprio corpo che possano compromettere l'integrità fisica, richiedendo sempre il consenso libero e consapevole del soggetto.
L'Art. 32 della Costituzione stabilisce che la Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività, garantendo anche cure gratuite agli indigenti e stabilendo che nessuno può essere obbligato a trattamenti sanitari senza disposizione di legge.
In caso di incapacità, il consenso ai trattamenti sanitari è fornito dal rappresentante legale del soggetto, come un genitore o un tutore, e l'intervento è legittimato solo in presenza di uno stato di necessità, rispettando sempre i limiti imposti dal rispetto della persona umana.