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Differenza tra servitù rustiche e urbane


Le servitù rustiche sono quelle più antiche: esse si costituivano con la mancipatio, l’in iure cessio o legato per vendicationem (si trattava di un legato per mezzo del quale il testatore disponeva la servitù a carico di un proprio immobile e a vantaggio di un immobile di altri). Le servitù rustiche avevano come oggetto res mancipi incorporales. La loro origine è antichissima: esse si distinguono in servitù di passaggio e servitù di acque. Le servitù di passaggio sono tre: iter (diritto di passaggio a piedi o a cavallo), actus (che implica il passaggio anche con carri) e via (che presuppone sempre un passaggio in una strada lastricata. Le servitù delle acque ineriscono invece allo sfruttamento del terreno: esse sono la servitù di passare in barca (servitus navigandi); la servitù di attingere l’acqua (servitus aquaehaustus); la servitù di acquedotto (servitus aquaeductus).
Oggi esistono tante tipologie di servitù, tutte ispirate al sistema di servitù romana, quali ad esempio la servitù di pascolo (servitus pascendi), la servitù di cuocere la calce e la servitù di cavare la sabbia.
Le servitù urbane, invece, riguardavano i rapporti funzionali tra edifici. Esse comprendono diverse sottocategorie:
- le servitù di stillicidio, costituite al fine di far defluire le acque putride o le acque derivanti dalla caduta della pioggia;
- le servitù di spurgo delle acque putride (servitus cloacae);
- servitù di appoggio (servitus oneris ferendi);
- le servitù di pareti, che circoscrivevano i diritti relativi alle pareti degli edifici (come ad esempio la possibilità di collocare una trave nel muro del vicino);
- le servitù di luci, invece, regolamentavano la possibilità di immettere luci nella proprietà del vicino;
- la servitù di non soprelevazione (servitus altius non tollendi).
Sulla base del diritto civile, in epoca romana le servitù urbane potevano essere costituite principalmente mediante in iure cessio, legato per vendicationem, adiudicatio (nei giudizi divisori) o usucapio (fino all’emanazione della lex scribonia). Esisteva anche una modalità di costituzione delle servitù urbane più complessa e articolata, definita «servitù per destinazione del padre di famiglia». Essa riguardava il caso specifico in cui un soggetto era proprietario di due fondi distinti fra i quali sussisteva un nesso di dipendenza funzionale (ad esempio la necessità di irrigare l’uno avvalendosi del pozzo presente nell’altro). Essendo proprietà del medesimo soggetto, su tali fondi non poteva persistere la servitù). Tuttavia, qualora il titolare dei due fondi morisse lasciando in eredità i due fondi a due figli, si costituiva una servitù per destinazione del padre di famiglia: i fondi divenivano proprietà di due distinti titolari (entrambi i figli) e, pertanto, su uno di essi poteva gravare la servitù a vantaggio dell’altro.
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