Concetti Chiave
- Le deliberazioni di consorzi e associazioni possono generare prassi anticoncorrenziali, vietate se mirano a eludere divieti di intese.
- Un'intesa è considerata illecita se ha un oggetto anticoncorrenziale o è potenzialmente tale, indipendentemente dalle intenzioni delle imprese coinvolte.
- Le intese tra imprese possono essere derogabili se migliorano le condizioni di offerta e apportano benefici ai consumatori, previa autorizzazione dell'AGCM.
- È vietato abusare di una posizione dominante nel mercato, comportando pratiche che limitano la concorrenza o ostacolano lo sviluppo del mercato.
- Pratiche come l'imposizione di prezzi iniqui e la limitazione dello sviluppo a danno dei consumatori costituiscono un abuso di posizione dominante e sono severamente vietate.
Indice
Prassi limitative della concorrenza
Le deliberazioni adottate da consorzi, associazioni di imprese e altri organismi similari possono creare prassi limitative della concorrenza, ma sono vietate se costituiscono enti con l’intento di sottrarsi al divieto di intese.
L’intesa è sempre illecita quando il suo oggetto è anticoncorrenziale o anche solo astrattamente idoneo a rivelarsi tale.
Deroghe al divieto di intese
Il divieto di concludere intese è derogabile qualora esse apportino miglioramenti nelle condizioni di offerta sul mercato e, quindi, se la loro stipulazione implica un sostanziale beneficio per i consumatori. La deroga deve essere autorizzata dall’autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM): la concessione avviene su richiesta ed è temporanea; l’AGCM può sempre revocarla.
Abuso di posizione dominante
È inoltre vietato a due o più imprese di stipulare un’intesa al fine di abusare di una posizione dominante all’interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante. Il divieto, dunque, non riguarda il verificarsi della posizione dominante, bensì il suo abuso: abusare significa tenere comportamenti imprenditoriali volti a limitare la concorrenza sul mercato o di ostacolare il suo sviluppo. L’abuso è valutato in concreto: non contano le intenzioni dell’imprenditore, bensì le conseguenze pratiche del suo comportamento.
È vietata anche l’imposizione di prezzi iniqui ed eccessivamente gravosi, nonché la limitazione dello sviluppo e del progresso a danno dei consumatori.
Domande da interrogazione
- Quali sono le conseguenze delle deliberazioni adottate da consorzi e associazioni di imprese?
- In quali casi è possibile derogare al divieto di intese tra imprese?
- Cosa si intende per abuso di posizione dominante nel mercato?
Le deliberazioni di consorzi e associazioni possono creare prassi limitative della concorrenza e sono vietate se mirano a eludere il divieto di intese, rendendo l'intesa illecita se ha un oggetto anticoncorrenziale.
È possibile derogare al divieto se le intese apportano miglioramenti nelle condizioni di offerta sul mercato e beneficiano i consumatori, ma devono essere autorizzate dall'AGCM e possono essere revocate.
L'abuso di posizione dominante si riferisce a comportamenti imprenditoriali che limitano la concorrenza o ostacolano lo sviluppo del mercato, e viene valutato in base alle conseguenze pratiche, non alle intenzioni.