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Definizione giuridica di nave


Nel linguaggio comune, con il termine nave si indica una costruzione adatta alla navigazione e adibita al trasporto di cose o persone. In ambito giuridico, invece, ex articolo 136 del codice della navigazione, per nave s’intende qualsiasi costruzione destinata al trasporto (in senso atecnico) per acqua, anche a scopo di rimorchio, di pesca, di diporto, o ad altro scopo”. Contestualmente, l’articolo 734 del medesimo codice identifica un aeromobile con ogni macchina destinata al trasporto per aria di persone o cose”.

Questa è navigazione?

Trasporto fluviale dei tronchi: il tronco è il mezzo o l’oggetto del trasporto? E il fluido può essere il mezzo di trasporto?

Non ogni cosa che scorre o si muove nell’acqua o nell’aria può essere ricondotta all’attività della navigazione. Essa implica il trasferimento di persone o cose qualsiasi sia lo scopo. Questo è il motivo per cui, ad esempio, il movimento di un tronco trascinato dalla corrente di un fiume non è annoverato tra le attività concernenti la navigazione. Affinché essa sia attuata è necessario che coesistano due elementi: l’attitudine alla navigazione e destinazione da raggiungere (quest’ultimo elemento denota un’attività ben diversa dalla semplice attitudine al galleggiamento propria del tronco di legno).
Attitudine alla navigazione, cioè la presenza dei requisiti di carattere tecnico che rendono la costruzione atta a galleggiare, spostarsi sulle acque e trasportare cose o persone e destinazione concreta alla navigazione, cioè al trasporto in senso atecnico, costituiscono la cosiddetta «navigabilità», ovverosia la sussistenza dei requisiti tecnici indispensabili affinché la nave possa 
intraprendere sicuramente la navigazione, senza pericolo di perdita o danno per la nave, le persone imbarcate e il carico.
La definizione di navigazione e di nave lasciano alcuni problemi aperti: talvolta, infatti, risulta difficile stabilire con certezza quali mezzi possano essere ascritti tra le navi, poiché non è semplice accertare che essi abbiano il requisito dell’attitudine alla navigazione e, contestualmente, quello della destinazione alla navigazione. Tali questioni non sono secondarie perché dalla definizione o meno come navi dipendono obblighi specifici a carico dell’armatore o il proprietario.
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