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Il declino dell’ateneo bolognese e l’età marsiliana


Tra l’xvi e l’xvii secolo, l’ateneo bolognese, prima frequentato da più di un migliaio di studenti, contava solo poche centinaia di allievi. Tale declino fu dovuto in primo luogo al passaggio dal rettorato al priorato: nel 1579 la figura del rettore, studente eletto tra i membri delle nationes, fu sostituita da quella del priore, nominato tra i consiglieri delle nationes al fine di svolgere le medesime mansioni prima affidate al rettore. A differenza di quest’ultimo, tuttavia, il priore non era vicino alle problematiche e alle dinamiche dell’ateneo perché non si trattava di uno studente, bensì di un consigliere, spesso un giurista o un legato. In secondo luogo, durante il XVI secolo l’ateneo felsineo si trovò a competere con molte altre università, in particolare quelle di Pisa e di Modena. L’arcidiacono Antonio Felice Marsili propose di risolvere la crisi ampliando l’assetto didattico dell’ateneo bolognese in modo da attirare e coinvolgere un numero sempre più vasto di nuovi studenti, ma la sua proposta non ottenne successo. Durante il XVI secolo, il generale Luigi Ferdinando Marsili, fratello dell’arcidiacono, suggerì di innovare il metodo didattico e di ampliare l’assetto disciplinare: per raggiungere questo obiettivo egli si offrì di donare la propria raccolta scientifica all’ateneo bolognese ma, dopo essersi scontrato duramente con il corpo docenti dell’università, non riuscì a perseguire il suo intento. In seguito all’acquisizione di Palazzo Poggi da parte dell’assunteria senatoria, però, il generale perfezionò la propria donazione istituendo la cosiddetta «sala marsiliana», che non si configurava come semplice polo museale bensì come un effettivo centro didattico di medicina, filosofia, ostetricia, anatomia, letteratura e filologia. Ciò determinò la nascita di un’istituzione distinta e distaccata dall’ateneo bolognese, la quale riuscì ad attrarre numerosissimi studenti nella città felsinea, come Luigi Galvani, inventore della pila, e il fisico Alessandro Volta.
L’innovazione marsiliana e la celebre sala a lui dedicata hanno costituito a lungo un punto di riferimento per gli studenti dell’ateneo bolognese grazie alla protezione offerta prima dal pontefice Clemente XI e poi dal Papa bolognese Benedetto XIV, il quale donò la propria biblioteca privata a Palazzo Poggi, ampliando la collezione marsiliana e rendendola ancora più importante.
Durante il XVIII secolo, presso l’ateneo bolognese si favorì l’inserimento delle donne nell’ambito universitario: la studiosa Laura Bassi fu la prima ad ottenere la cattedra di fisica sperimentale.
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