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Il D.A.T. e la legge 219/2017


Definizione

Il D.A.T. (= Dichiarazione anticipata di trattamento sul fine vite, detto impropriamente anche “Testamento biologico”) è un atto mediante il quale una persona maggiorenne, in possesso delle proprie facoltà mentali e anche in base ai propri convincimenti religiosi, in previsione di una futura incapacità di determinarsi, può disporre in merito
• alle cure mediche a cui intende sottoporsi
• alla donazione degli organi
• alla cremazione
• al consenso o al rifiuto di accanimenti terapeutici

Il dibattito

In Italia si è avuto un lungo dibattito sulla questione se la nutrizione artificiale fosse una terapia o un sostentamento vitale e se la sua sospensione potesse essere effettuata da terzi in mancanza di una volontà esplicita del paziente e sulla previsione della dichiarazione anticipata di trattamento. Chi sosteneva che la nutrizione artificiale (alimentazione e idratazione) fosse una terapia si rifaceva all’art.32 della Costituzione (“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo della collettività….Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge...” e al Codice di Deontologia Medica. Chi, invece, considerava la nutrizione artificiale un sostentamento vitale era del parere che la sospensione di tale pratica sarebbe assimilata all’eutanasia poiché il paziente non sarebbe deceduto a causa della sua patologia, ma per omissione di sostegno.

Legge n° 219/2017 - Norme in materia di consenso informativo e di disposizioni anticipate di trattamento.
Il provvedimento si compone di 8 articoli e prevede che nessun trattamento possa essere iniziato senza il consenso libero ed informato del paziente, richiamando gli artt. 2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo….”, 13: “La libertà personale è inviolabile...” e 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto e interesse della collettività...” della Costituzione ed i principi di dignità umana, di diritto alla vita e di diritto all’integrità della persona presenti nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Essa non prevede l’eutanasia, né il suicidio assistito e garantisce ai cittadini la possibilità di interrompere o meno i trattamenti che lo mantengono in vita. In particolare, essa disciplina

1. il consenso informato (diritto di acconsentire o non alle cure proposte)
2. la terapia del dolore e il divieto di accanimento terapeutico
3. la possibilità dei genitori o del tutor di decidere al posto del minore o dell’incapace
4. le disposizioni anticipate di trattamento (D.A.T.)
5. la panificazione condivisa delle cure
Invece, non prevede alcuna forma di obiezione di coscienza per il personale medico né l’istituzione di un apposito registro D.A.T. A questo proposito, l’Ufficio dello stato civile si deve limitare a registrare un ordinato elenco cronologico delle dichiarazioni pervenute e ad assicurarne un trattamento riservato.

Posizione della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose
La Chiesa cattolica è contraria al testamento biologico perché si risolve in un’autorizzazione anticipata della morte con un intervento attivo.
Invece è favorevole al D.A.T. anche se è necessario evitare di interpretare le volontà espresse del paziente come un obbligo restrittivo per il medico perché la sua coscienza deve essere sempre rispettata al pari di quella del paziente, soprattutto se la volontà di quest’ultimo è in contrasto con la deontologia professionale medica.
La posizione delle confessioni religiose acattoliche è diverse: la Chiesa Valdese ha attivato a Milano uno sportello pubblico per raccogliere le dichiarazioni anticipate di fine vita di tutti i cittadini e anche l’idratazione e l’alimentazione forzata sono considerate trattamenti sanitari, a differenza della posizione della C.E.I.

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