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Concetti Chiave

  • Il rinnovamento didattico di Irnerio ha trasformato la scienza giuridica in una disciplina autonoma, focalizzandosi sulla rivisitazione del diritto giustinianeo.
  • Il Corpus iuris civilis, unificato dai giuristi medievali, è composto da cinque manoscritti, comprendendo opere fondamentali come il Digestum e il Codex Iustinianus.
  • I Libri legales, che includono anche le consuetudini feudali, sono stati fondamentali per l'evoluzione del diritto medievale verso la fine del XII secolo.
  • Il metodo delle glosse ha permesso di mantenere il valore normativo del diritto giustinianeo, adattando il testo alle esigenze contemporanee.
  • La fusione tra iura propria e diritto giustinianeo ha portato alla creazione del «diritto comune», arricchito da testi sui usus feudorum.

Indice

  1. Il rinnovamento didattico di Irnerio
  2. Il Corpus iuris civilis
  3. L'importanza delle glosse
  4. La nascita del diritto comune

Il rinnovamento didattico di Irnerio

Il rinnovamento didattico operato dal giurista medievale Irnerio rese la scienza giuridica un’autonoma branca del sapere sia per quanto riguarda l’oggetto (la rivisitazione del diritto giustinianeo), sia per quanto riguarda l’obiettivo (quello di contestualizzare e attualizzare, attraverso l’attività esegetica, l’antico ma ancora validissimo diritto romano).

Il Corpus iuris civilis

Furono proprio i giuristi medievali ad annoverare tutte le opere giustinianee sotto l’unitario Corpus iuris civilis, articolato in cinque manoscritti, di cui i primi tre occupati dai cinquanta libri del Digestum: Digestum vetus (libri 1-24); digestum infortiatum (libri 25-38); Digestum novum (libri 39-50), a cui seguivano il Codex Iustinianus (che constava dei primi nove libri del Codex originario) e il Volumen, in cui confluirono i restanti libri del Codex, i quattro libri delle Institutiones e le Novellae.

Le cinque opere nel loro insieme costituirono i Libri legales, manuali del diritto ai quali verso la fine del XII secolo venne aggiunto il testo delle consuetudini feudali raccolte nei Libri Feudorum.

L'importanza delle glosse

Il Corpus iuris civilis era stato redatto servendosi del metodo delle glosse, il quale consentì ai giuristi di conservare il valore precettivo del complesso normativo giustinianeo e, allo stesso tempo, di adattare il testo alle istanze dei tempi nuovi. Come ha scritto lo studioso Mario Bellomo, fu proprio grazie a quest’attività esegetica che il diritto giustinianeo riuscì a convivere con gli ordinamenti giuridici particolari di ogni singola realtà territoriale (iura propria).

La nascita del diritto comune

La convivenza tra le consuetudini delle popolazioni barbariche (iura propria) e il diritto giustinianeo ha dato vita a quel sistema che lo storico Francesco Calasso ha definito «diritto comune». Ad esso, per altro, alla fine del XII secolo sono stati aggiunti persino i libri o usus feudorum ad opera dei giuristi Ugolino de Presbiteri e Pillio da Medicina.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il contributo di Irnerio al rinnovamento della scienza giuridica?
  2. Irnerio ha reso la scienza giuridica un’autonoma branca del sapere, rivisitando il diritto giustinianeo e cercando di contestualizzarlo attraverso l’attività esegetica, come evidenziato nel testo.

  3. Cosa comprende il Corpus iuris civilis e come è strutturato?
  4. Il Corpus iuris civilis è composto da cinque manoscritti, tra cui i cinquanta libri del Digestum e il Codex Iustinianus, formando un'unità normativa fondamentale per il diritto medievale, come descritto nel testo.

  5. In che modo le glosse hanno influenzato il diritto giustinianeo?
  6. Le glosse hanno permesso di mantenere il valore precettivo del diritto giustinianeo, adattandolo alle nuove esigenze temporali, facilitando così la sua integrazione con le consuetudini locali, come sottolineato dallo studioso Mario Bellomo.

Domande e risposte

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