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Convenzione di Ginevra - Articolo 33


L’articolo 33 della Convenzione di Ginevra impone il divieto di «espellere o respingere (refouler), in qualsiasi modo, un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a motivo della sua razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o delle sue opinioni politiche».
Anche la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea tutela il diritto di asilo (art. 18) e vieta l’allontanamento dello straniero verso uno stato in cui esiste un serio rischio che sia sottoposto a pena di morte, tortura, trattamenti inumani o degradanti (art. 19). Con l’entrata in vigore del regolamento di Dublino III (n. 604/2013) l’Unione europea ha stabilito i criteri ai quali gli stati membri devono attenersi nell’esaminare in modo uniforme le richieste di asilo, notevolmente aumentate a fronte della forte pressione migratoria verso l’Europa in questi ultimi anni. Il criterio generale previsto dal regolamento è che la richiesta di asilo può essere presentata in un solo stato membro: di norma è competente lo stato in cui ha fatto ingresso il richiedente (in caso di soggiorno continuato in uno stato per più di cinque mesi, allora la competenza si sposta in capo a quello).

La crisi migratoria ha però spinto alcuni paesi dello spazio Schengen, anche a seguito di gravi attentati terroristici, a invocare le circostanze eccezionali che consentono di ripristinare i controlli alle frontiere interne (cosiddetta sospensione di Schengen prevista dal regolamento Ue 2016/399), con evidenti ripercussioni sulla libertà di circolazione delle persone e sullo stesso diritto di asilo.In tema di rimpatri, la Corte europea dei diritti dell’uomo è intervenuta con una importante sentenza (Hirsi Jamaa c. Italia del 23 febbraio 2012), dichiarando l’applicabilità del principio di non-refoulement anche in acque internazionali quando uno stato contraente comunque eserciti la propria giurisdizione.
In sostanza, dunque, l’articolo trentatré della Convenzione di Ginevra ha introdotto il divieto di rifiutare l’immigrazione e, dunque, di respingere l’introduzione degli immigrati sul territorio nazionale senza che sussista una valida motivazione di rifiuto.
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