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Conseguenze derivanti dall’inadempimento della prestazione



Il debitore è legato al creditore da un vincolum iuris in forza del quale egli è tenuto ad eseguire una prestazione. Quando il debitore non esegue una prestazione, sorge in capo al debitore una responsabilità (definita «responsabilità contrattuale» (in tedesco Haftung). In caso di inadempienza, il debitore sarà tenuto a risarcire pecuniariamente il danno causato al debitore.
La responsabilità contrattuale prevede un dogma fondamentale: se la prestazione diventa impossibile per cause non imputabili al debitore, questi è liberato poiché l’obbligazione si estingue (art. 1216 e 1218 del codice civile).
In generale, il debitore è inadempiente nel caso in cui egli si rifiuti di eseguire la prestazione; egli è altresì inadempiente quando non esegue la prestazione nelle esatte modalità convenute. La prestazione può anche diventare impossibile: se tale impossibilità non è imputabile al debitore egli è liberato; se essa è a lui imputabile sorge in capo al debitore la responsabilità contrattuale. Tale responsabilità può sorgere anche là dove la prestazione sia ancora astrattamente possibile ma il creditore non abbia più alcun interesse a ricevere essendo stato superato un termine perentorio.
Esistono diversi gradi di imputabilità che si basano su criteri soggettivi e oggettivi.

Prestazione determinata e determinabile


La prestazione è determinata quando, ad esempio, un soggetto si impegna a consegnare lo schiavo stico; essa può essere anche determinabile: tale contesto persiste, ad esempio, quando un soggetto si impegna a pagare una botte di vino con la stessa somma pagata l’anno precedente (la quale deve dunque essere determinata). La determinazione della prestazione può avvenire anche da parte di terzi: in questo caso si può parlare di «arbitrium merum o arbitrium boni viri». Nel primo caso (arbitrium merum) il terzo può determinare il contenuto della prestazione a proprio piacimento; nel secondo, invece, egli è tenuto a determinare il contenuto della prestazione sull’arbitrio dell’uomo onesto.

Contenuto patrimoniale


Quest’ultima caratteristica deriva dal processo formulare romano in cui la condanna (condemnatio) equivaleva al pagamento di una somma di denaro (era pecuniaria). Il carattere pecuniario della condanna implicava il contenuto patrimoniale della prestazione la quale, infatti, era suscettibile di una valutazione patrimoniale. essa doveva essere quantificata dal punto di vista patrimoniale.
Nell’ambito della distinzione fra diritti soggettivi assoluti e diritti soggettivi relativi esistono alcuni diritti patrimoniali e altri che non lo sono. I diritti di obbligazione (soggettivi relativi) sono diritti patrimoniali. Fra i diritti soggettivi assoluti, i diritti della personalità non sono patrimoniali; i diritti reali, invece, sono suscettibili di una valutazione economica e dunque patrimoniali.
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