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Concezione totalitaria dello Stato fascista


Il fascismo attuò un rovesciamento dei principi liberali: i diritti dei cittadini vennero sostituiti dai doveri, la libertà dall’autorità dello Stato. Per il fascismo, l’individuo non è il fine ma è il mezzo dello Stato. Lo Stato, infatti, ha fini propri (di potenza, di espansione ecc.), che trascendono gli individui e possono perfino giungere a schiacciarli. Il fascismo mirava a edificare uno Stato totalitario. Gli Stati totalitari negano la vita privata dei singoli e proclamano che tutto riguarda lo Stato, il quale ha perciò il diritto e il dovere di intromettersi anche negli aspetti più intimi della vita dei cittadini. Completamento della concezione totalitaria fu la distruzione della morale individuale e la sua sostituzione con l’etica statale (il cosiddetto Stato etico). Il diritto privato, espressione dell’autonomia individuale, cedette il passo all’espansione del diritto pubblico, espressione dell’autorità dello Stato. Per svolgere i suoi compiti, esso sviluppò un imponente sistema di interventi (autorizzazioni, censure ecc.) che “ingabbiavano” la società. I diritti individuali di libertà si trasformarono nel loro contrario, in doveri di agire nell’interesse dello Stato. esempio Il diritto di riunione non venne eliminato, nel senso che non si potevano fare più riunioni, ma venne invece trasformato nel dovere di prendere parte alle manifestazioni organizzate dal regime. Il diritto di pubblicare giornali non fu eliminato, nel senso che non si potevano più pubblicare giornali, ma ciò che si scriveva doveva essere conforme all’interesse dello Stato e si trasformava così da informazione in propaganda.
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