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Concezione monista e dualista di orientamento nazionalista


Fino al termine del XVII secolo, il rapporto tra giurisdizioni domestiche e fonti internazionali era basato sulla cosiddetta «concezione monista di orientamento nazionalista». Questa teoria, sviluppata nel XVIII secolo, era fautrice della prevalenza assoluta del diritto statale su quello internazionale: l’esistenza di regole internazionali veniva considerata una vera e propria concessione da parte di uno stato a vantaggio di altri soggetti di diritto internazionale.
Sulla base di tale concezione, secondo cui esisteva un solo ordinamento giuridico (quello nazionale), qualora vi fosse un’incompatibilità tra una norma di diritto nazionale e una di diritto internazionale si doveva necessariamente far prevalere la vigenza del diritto interno.
Oggi, invece, è universalmente adottata la concezione dualista di orientamento internazionalista, sviluppatasi alla fine del 1899. Gli stati, che avevano bisogno di stabilità e pace, ritennero che bisognasse tener conto nello stesso modo di due diversi ordinamenti giuridici, quello nazionale e quello internazionale, tra i quali doveva necessariamente crearsi una forma di coordinazione. Sulla base di questa teoria, si stabilì che gli stati dovessero discrezionalmente decidere le modalità di intromissione delle norme internazionali nell’ambito dei propri ordinamenti interni. In caso di conflitto tra norme internazionali e ordinamento domestico, ai singoli stati è demandato il compito di giudicare le concrete conseguenze dell’incompatibilità tra il diritto internazionale e quello interno. Ciò delinea la netta primazia del diritto internazionale su quello domestico sulla base del concetto di «fonte interposta».
Il filosofo austriaco Ans Kelsen suppose inoltre che esista un unico ordinamento, quello internazionale, al cui interno sono contenuti i diversi ordinamenti nazionali: ne consegue che, in caso di incompatibilità, il diritto interno non sia rilevante. Secondo Kelsen, dunque, l’applicabilità del diritto interno è subordinata alla primazia delle fonti di diritto internazionale.
A differenza di quanto avveniva in passato, oggi le fonti internazionali hanno spesso come destinatari le persone fisiche o giuridiche, dunque non solamente i singoli stati.
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