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Concetto giuridico di Buen vivir



Il buen vivir ha a che fare con il concetto di forma di Stato. Le forme di Stato si possono organizzare in base ai principi, valori e finalità dell’agire politico.
Attraverso il recepimento nella Costituzione e attraverso la giurisprudenza costituzionale e ordinaria, tali principi e valori diventano prescrittivi.
Nel XX secolo si determinò il passaggio dallo Stato liberale al Welfare State o Stato sociale. Nel Sud del mondo, invece, si assistette a un percorso differente.
Nei Paesi del Sud del mondo, e in particolare nell’area andina, infatti, si affermò la forma di Stato del buen vivir, traduzione spagnola di un concetto che nella cultura indigena – e in particolare nella lingua quechua – viene denominato sumak kawsay, letteralmente «che cos’è il domani».
Il domani è l’oggi proiettato nel futuro. Il domani lo stiamo già costruendo adesso. Il domani non sarà differente se non facciamo le cose in modo diverso. Perciò bisogna cominciare a lavorare fin da subito, avendo una visione utopica del futuro, guardando dove si vuole arrivare, senza perdere di vista che adesso bisogna dare una risposta alle necessità quotidiane.
Per costruire il domani bisognerebbe comportarsi come un autista, che ha fari bassi e fari alti. Fari bassi per vedere ciò che bisogna risolvere adesso: la gente ha bisogno di risolvere problemi di educazione, salute, casa, ora! Le luci alte ci dicono che questo è il cammino che stiamo seguendo. Stiamo costruendo il domani, che per noi è il buen vivir, il sumak kawsay.
Il buen vivir/sumak kawsay indica una società differente, che non si orienta verso la competitività ma per la solidarietà, la reciprocità, l’armonia e la complementarietà. È l’essere umano vivendo l’armonia con se stesso e l’armonia con gli altri esseri umani; popoli e comunità vivendo in armonia fra loro, individui e comunità vivendo in armonia con la natura. Gli esseri umani vivono come parte della natura, non vivono per sfruttare la natura. Questo è il buen vivir”. Alberto Acosta, economista e membro dell’Assemblea costituente dell’Ecuador.

La costituzionalizzazione del buen vivir/sumak kawsay



Tra 2008 e 2009, Ecuador, Bolivia e Venezuela hanno adottato nuove costituzioni, espressione di un costituzionalismo autoctono e per la prima volta aperto ai valori della ‘cosmo-visione indigena’. Il concetto di sumak kawsay è così entrato nelle costituzioni (in lingua indigena, non solo nella traduzione spagnola).
Il Sumak Kawsay (o Suma Qamaña) non coincide con il Welfare State poiché, al contrario di esso, si fonda su una concezione non antropocentrica ma biocentrica, si basa su solidarietà e fratellanza e talvolta antepone gli interessi della comunità a quelli dell’individuo e, soprattutto, esprime il concetto di “vita in pienezza” (Suma = plenitud, sublime, excelente, magnifico, hermoso; Kawsay = vivir, convivir, estar sienso, ser estando). Il Buen vivir/sumak kawsay nella Costituzione dell’Ecuador Nominato 21 volte. Nel Preambolo è indicato come la ¬ finalità politica dello Stato. Inoltre, viene richiamato in contesti differenti: come responsabilità e dovere dello Stato; come dovere dei cittadini; come statuto di diritti (“diritti del buen vivir”); a proposito dei diritti della natura, concepita essa stessa come soggetto di diritto; a proposito dello stato sociale (Regimen de desarrollo) e della definizione del sistema economico come solidale e comunitario, secondo la cosmo-visione indigena.
Sebbene se ne discosti, il concetto di buen vivir non è del tutto estraneo al pensiero occidentale.
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