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Componenti della forza illocutiva applicata al diritto


La forza illocutiva si distingue in diverse componenti:
1. Punto o scopo illocutivo: l’enunciato può avere lo scopo di asserire qualcosa o il fine di far fare qualcosa a qualcuno .
2. Modo di realizzazione: se, ad esempio, lo scopo dell’enunciato è far fare qualcosa a qualcuno,pregare umilmente che lo faccia è un modo tra tanti per il raggiungimento di tale scopo.
3. Forza: essa dipende dalla diversa forma dell’enunciato; una disposizione legislativa, ad esempio, ha una forza maggiore rispetto a un comando informale.
4. Condizioni preparatorie, in base alle quali, se un parlante emette un comando, si presuppone che egli abbia l’autorità per farlo.
5. Condizioni relative al contenuto proposizionale: non si può chiedere, ad esempio, di disegnare un quadrato con cinque lati.
6. Condizioni di sincerità, che attengono alla sincerità di quanto promesso: un parlante che promette di fare qualcosa, ad esempio, è tenuto a farla.
7. Forza delle condizioni di sincerità, determinate da quanto il parlante crede realmente in quello che dice.
Esistono diverse modalità di correlazione inerenti al linguaggio, le quali configurano tre diverse direzioni di adattamento linguistico:
1. Direzione linguaggio - mondo: in tal caso il linguaggio utilizzato si propone di riflettere uno specifico elemento che sussiste nel mondo reale. Si pensi, ad esempio, alla frase «oggi c’è il sole»: quest’assunzione descrive una caratteristica propria del mondo naturale.
2. Direzione mondo - linguaggio: in questo caso, invece, il linguaggio utilizzato scaturisce dal fatto che, il soggetto che ne fa uso, esplicita qualcosa che vuole sia fatta perché nella realtà essa si configura in modo diverso.
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