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Codificazione legislativa


I principi della riduzione del diritto a legge, della completezza e dell’autointegrazione dell’ordinamento furono teorizzati dalla Scuola dell’Esegesi, sviluppatasi in Francia tra il 1830 e il 1880, la quale intese lo studio del diritto come mera esegesi (interpretazione), articolo per articolo, secondo l’ordine seguito dal legislatore.
In Francia vennero elaborate le prime idee fondamentali sul positivismo giuridico, confluite nella concezione secondo cui il diritto costituisce la volontà dello Stato. Per i francesi, dunque, il diritto è legge universale. Un ulteriore elemento fondamentale messo in luce dal positivismo giuridico francese è la certezza del diritto, che, pertanto, non deve essere discrezionale, differenziale o mutevole, bensì generale e astratto. La certezza del diritto, dunque, si esprime attraverso la generalità e l’astrattezza delle leggi. Il terzo punto su cui si basa il positivismo giuridico francese è la teoria secondo cui i giudici debbano applicare le leggi in maniera rigorosa, quindi mai discrezionale. Questo principio tende a considerare il giudice come un automa che si limiti ad applicare leggi astratte. Egli deve ragionare secondo la forma del sillogismo, uno schema di ragionamento in cui determinate premesse corrispondono a specifiche conclusioni. Nel diritto si hanno sempre due premesse (premessa maggiore, universale, e premessa minore, riferita al singolo caso) e una conclusione (la sentenza). I francesi sostenevano che il giudice, nell’applicare la legge, sia bocca della verità: egli non fa altro che dire ciò che la legge di per sé afferma. Tale procedimento deve necessariamente essere rigido, rigoroso e inflessibile: il giudice non può asserire discrezionalmente che una determinata legge implica qualcosa di diverso da ciò che letteralmente esplicita.
Montesquieu sosteneva che esistono due sistemi costituzionali: la monarchia costituzionale inglese, fondata sulle giurie popolari e costituita da persone del popolo, la monarchia francese, in cui i magistrati sono giuristi selezionati con un concorso pubblico.
Montesquieu sostiene che il principio secondo cu il legislatore sia «la bocca della verità» valga solo nel caso della monarchia costituzionale inglese, poiché i componenti della giuria, non conoscendo la legge, agiscono solo sulla base di ciò che ritengono corretto. I giudici della monarchia costituzionale francese, invece, conoscendo perfettamente la legge, possono applicarla in maniera più discrezionale approfittando dell’«ignoranza» del popolo.
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