Video appunto: Codice di comportamento
La legge stabilisce che la violazione del codice di comportamento è fonte di responsabilità disciplinare e le violazioni gravi sono causa di licenziamento. Comunque al di là di questa ipotesi eccezionale, spetta ai contratti collettivi determinare la sanzione disciplinare applicabile a ciascun tipo di violazione.
Quindi la legge distingue tra la definizione dei doveri, che rimane unilaterale e quella degli illeciti e delle sanzioni, che è contrattuale.
Una prima esigenza è quella di assicurare un adeguato impegno, in termini di tempo e di energie, da parte del dipendente pubblico. L’impegno deve essere anche proficuo, cioè la funzione deve essere svolta in modo efficiente. Il Codice di comportamento richiede al dipendente di essere realmente al servizio dei cittadini. (limitando i loro adempimenti a quelli indispensabili e agevolandogli l’attività)
Vi sono poi previsioni volte a promuovere l’efficienza, ad esempio il dipendente non deve fare ritardo, e limitare le assenze a quelle strettamente necessarie. Alla fine sono previsioni che traducono in norme di comportamento individuale principi e regole relativi all’organizzazione e al funzionamento delle amministrazioni.

L’imparzialità (articolo 97) è un principio fondamentale per i dipendenti pubblici che si traduce nella parità di trattamento tra i vari cittadini che vengono in contatto con l’amministrazione.
Le attività ulteriori che potrebbe svolgere il dipendente pubblico rispetto allo svolgimento della funzione pubblica possono costituire un problema, perché potrebbero legarlo professionalmente ad altri soggetti i cui interessi sono in conflitto con quelli pubblici oppure determinare favoritismi e scambi di favori. Ciò potrebbe compromettere la sua indipendenza nello svolgimento della funzione.
L’indipendenza del funzionario richiede che egli non abbia interessi, coinvolti nella propria attività, diversi da quello pubblico che deve perseguire.