Concetti Chiave

  • Dal XVIII secolo, la codificazione del diritto ha mirato a garantire certezza ed equità, ispirandosi a principi giusnaturalisti.
  • Il diritto naturale, inizialmente considerato esplicito, è diventato progressivamente implicito nei codici, influenzando il loro contenuto.
  • Hobbes ha sottolineato che il diritto codificato rappresenta la volontà dello Stato, formalizzata in testi giuridici duraturi.
  • La codificazione ha limitato il potere dei giudici, imponendo loro di cercare soluzioni in norme esistenti piuttosto che agire discrezionalmente.
  • In Germania, i giudici sono stati tenuti a interpretare la legge secondo ragione in caso di lacune legislative, differente dal principio di autointegrazione di Francia e Prussia.

Indice

  1. L'evoluzione della codificazione
  2. Il ruolo del diritto naturale
  3. Limitazioni al potere giudiziario

L'evoluzione della codificazione

A partire dal XVIII secolo venne proposta l’attuazione di un procedimento di codificazione (come ad esempio la codificazione prussiana, 1794, il codice civile francese, 1804, e il codice austriaco, 1811) che garantisse la certezza e l’equità del diritto. L’idea di diritto giusto, equo e razionale fu avanzata e concretizzata dal giusnaturalismo (in particolare da Hobbes, il quale affermava: «Il diritto naturale è ragione»).

Il ruolo del diritto naturale

In tale ambito si cercò di capire quali norme dovessero essere codificate: in una fase iniziale si stabilì che i codici dovessero esplicitare il diritto naturale, considerato la forma più pura di diritto immutevole; nel corso del tempo, però, esso venne considerato sempre più implicito e pertanto fu esplicitato espressamente solo in relazione a casi specifici in cui la legge non si esprime a proposito del diritto naturale. A lungo andare, dunque, il diritto naturale venne reso sempre più implicito, fino a confluire nei cosiddetti diritti inalienabili. Ciò determinò una modifica dei codici a livello contenutistico. La sostanza del codice è resa evidente da un’eloquente citazione di Hobbes, il quale scrisse: «il diritto codificato è il diritto della volontà dello Stato, la quale viene messa per iscritto in maniera durevole attraverso i codici».

Limitazioni al potere giudiziario

La codificazione del diritto limitò inoltre il potere dei giudici: in Francia e Prussia venne stabilito che, in caso di lacune legislative, essi non dovessero agire discrezionalmente ma, sulla base del principio di autointegrazione, dovessero ricercare la soluzione del caso guardando a disposizioni simili o casi analoghi; in Germania, invece, fu sancito che, in caso di lacune, il giudice dovesse interpretare la legge secondo ragione.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato l'obiettivo principale della codificazione del diritto nel XVIII secolo?
  2. L'obiettivo principale della codificazione del diritto nel XVIII secolo era garantire la certezza e l'equità del diritto, come evidenziato dalla codificazione prussiana, dal codice civile francese e dal codice austriaco.

  3. Come è cambiato il ruolo del diritto naturale nel processo di codificazione?
  4. Inizialmente, il diritto naturale doveva essere esplicitato nei codici come forma pura di diritto, ma nel tempo è diventato sempre più implicito, con riferimento solo a casi specifici, fino a confluire nei diritti inalienabili.

  5. Quali limitazioni sono state imposte al potere giudiziario con la codificazione?
  6. La codificazione ha limitato il potere dei giudici, stabilendo che in caso di lacune legislative dovessero cercare soluzioni basate su disposizioni simili o casi analoghi, piuttosto che agire discrezionalmente.

Domande e risposte

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