Video appunto: Catullo, Gaio Valerio - successioni ereditarie
Per quanto concerne le successione ereditarie, distinguiamo diverse tipologie a seconda che questa sia intestata o testamentaria.
Nell’eventualità che la successione sia intestata, dunque priva di testamento, i figli (maschi e femmine) saranno eredi in egual modo. Essa è legata alla capacità di testare al fine di rendere valido il testamento.
Nel caso della successione testamentaria, il pater ha la libertà di nominare chiunque egli voglia come erede, escludendo però i figli emancipati. Per far sì che che il testamento risulti valido, il soggetto deve essere dotato della capacità di agire.

Il Liber di Catullo si sofferma in particolar modo su due casi in cui l’erede può:

- non accettare l’eredità offertagli se non ha compiuto o accettato nessun atto di gestione, altrimenti sarà obbligato ad accettare.
- può trasferirla a titolo oneroso o gratuito (donazione), prima di accettare. In modo tale che la successione avvenga in capo diversi rispetto a quello iniziale.

Infatti l’erede è un “erede volontario” cioè libero di esprimere anche una volontà contraria nei confronti del patrimonio.

La donazione: chi è l’erede?



Colui che viene designato come erede in un testamento può donare l’eredità ma, in quanto erede, dovrà saldare i legati contenuti nell’eredità e i debiti. L’eredità consente la cessione in iure, Gaio afferma che vi sono due casi distinti:

se l’erede cede il proprio titolo ad un altro prima che vi sia l’adizione, l’erede diventerà il cessionario dell’eredità come se fosse stato chiamato ex lege. Quindi entrerà nella totalità delle situazioni giuridiche attive in capo al cedente è sarà responsabile per i debiti. ( nel caso esso fosse posto in essere dal dall’erede testamentario, esso sarebbe nullo)

Se ciò avviene dopo l’adizione o essersi immesso nelle sostanze ereditarie,l’erede manterrà il proprio titolo ed essendo dunque vincolato all’ eredità, sarà ancora tenuto nei confronti dei creditori.

La situazione “dell’erede necessario” può considerarsi equiparata a quest’ultima. Risulta invece diversa la situazione del “ Heres scriptus” che non potrà vedere l’eredità nemmeno prima di aver accettato.

Come affermato dallo stesso Gaio, l’eredità consente la IN IURE CESSIO, in cui è importante che colui che cede sia titolare del diritto, come accade nel caso dell’usufrutto. Inoltre nel caso in cui la cessione fosse possibile poiché il cedente è titolare del diritto, ma questi abbia già accettato o se si tratti di un erede necessario, la cessione produce degli effetti aberranti. Infatti il trasferimento dell’eredità è negato, come quello dei rapporti obbligatori che resteranno in capo al cedente o si estingueranno.
Questo caso, secondo Gaio, deriverebbe dalle XII tavole, secondo cui, l’ordine di chiamata dei successibili era INDEROGABILE, facendo sì che il passaggio del patrimonio in capo all’adgnatus proximus non consentisse una delazione successiva in capo all’adgnatus di grado ulteriore.