Video appunto: Cartelli, consorzi e patti accessori nominati

Cartelli, consorzi e patti accessori nominati



Il cartello è uno strumento limitativo della concorrenza: tramite esso, due imprenditori si impegnano a non farsi concorrenza a vicenda. L’accordo di solito contiene regole condivise al fine di rendere le attività compatibili.
In alternativa, le parti possono scegliere di costituire un’organizzazione comune: in questo caso si servono di un contratto di consorzio, regolato dall’art.
2602.

Art. 2602: il consorzio è un contratto tipico che consente a due o più imprenditori di istituire un’organizzazione comune per lo svolgimento di determinate fasi produttive delle rispettive imprese. Il contratto di consorzio ha durata decennale. Esso consente limitazioni più lunghe rispetto al cartello e, per questo , è più utilizzato.
In numerose tipologie di contratto, inoltre, le parti possono ricorrere a uno specifico strumento volto a limitare la concorrenza: i patti accessori nominati. Nel contratto di somministrazione, ad esempio, essi consentono l’esclusiva a vantaggio del somministrante o del somministrato; nel contratto di agenzia essi impongono il divieto di concorrenza all’agente dopo lo scioglimento, ecc.
I patti accessori possono essere anche innominati: in questo caso prendono la forma di accordi anticoncorrenziali che integrano altri contratti come la vendita, l’appalto e la commissione.