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Atti linguistici nel diritto


La logica illocutiva di Searle e Vanderveken è stata utilizzata per elaborare un’estesa classificazione di atti giuridici, i quali si suddividono in:
1. Assertivi giuridici: producono rappresentazioni giuridicamente valide di stati di cose; esempio: “il fatto è avvenuto fuori del mare territoriale ...”;
2. Direttivi giuridici: si distinguono in imperativi, che non hanno effetti istituzionali e corrispondono a meri tentativi di far fare al destinatario qualcosa; ed esortativi, che presentano in modo giuridicamente valido esortazioni o raccomandazioni non vincolanti;
3. Commissivi giuridici: si distinguono in commissivi in senso stretto, che presentano in modo giuridicamente valido ordini al parlante che richiedono un’azione futura; esempio: “Il Popolo francese dichiara solennemente il proprio impegno ...”; e finali, che presentano in modo giuridicamente valido lo scopo del parlante di realizzare un’azione futura; esempio: “Noi, popolo degli Stati Uniti, al fine di perfezionare la nostra Unione, garantiremo la giustizia ...”;
4. Espressivi giuridici: presentano in modo giuridicamente valido un atteggiamento; esempio: “Rendiamo omaggio a te in quanto Re ...”;
5. Dichiarativi giuridici: determinano la presentazione giuridicamente valida di uno stato di cose; esempio: “Il Presidente dichiara aperta la seduta …”.
Secondo lo studioso Ruiter, i dichiarativi svolgono un ruolo privilegiato nel diritto, perché essi presiedono ai processi di produzione di gran parte delle norme giuridiche valide nell’ordinamento.
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