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Articolo 9 CEDU



La convenzione europea sulla salvaguardia dell’uomo e delle libertà fondamentali tutela la libertà religiosa all’art. 9. Esso sancisce che «ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; questo diritto comporta la libertà di cambiare religione o convinzione, come pure la libertà di manifestare la propria religione o convinzione individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato».
Lo stato, inoltre, deve impegnarsi a non interferire nelle scelte genitoriali legate all’educazione e all’insegnamento dei figli, rispettando la conformità di tali scelte con credenze e convinzioni religiose.
Tali disposizioni sono valide non solo a livello di principio, bensì anche in concreto: ciò si evince, ad esempio, dalla sentenza Kokkinakis del 1993. La questione riguardava la condanna di un cittadino greco per il reato di proselitismo. La Corte ha affermato che la libertà religiosa include il diritto di cercare di convincere il prossimo ad aderire al proprio credo, diversamente la libertà di cambiare religione di cui all’art. 9 CEDU resterebbe lettera morta.

Peraltro, nel censurare la pronuncia del tribunale greco, la Corte ha legittimato la distinzione fra proselitismo buono e proselitismo cattivo.
Nel corso del tempo la Corte di Strasburgo si è occupata di diversi profili specifici della libertà religiosa, mediante pronunce che hanno inciso profondamente sui sistemi legislativi nazionali, ponendo le basi di una disciplina europea comune della libertà religiosa. Ai singoli stati, comunque, è concesso un notevole margine di apprezzamento.