Ominide 11989 punti

Articolo 8 dello statuto dei lavoratori


L’articolo 8 dello statuto arreca invece il divieto di indagini sulle opinioni del lavoratore. In merito al tema, il legislatore ha voluto tutelare lo sviluppo della libertà e della personalità umana soprattutto per ciò che attiene l’ambito politico, sindacale e religioso. Laddove il datore di lavoro conduca qualsivoglia forma di indagine relativa alle opinioni del lavoratore egli sarà sanzionato penalmente. Sono altresì considerati leciti i controlli del datore di lavoro per ciò che attiene fatti direttamente legati all’attività lavorativa. L’articolo 8 dello statuto impone dunque un limite sostanziale: vieta qualsiasi forma di controllo da parte del datore di lavoro su fatti che non presentino alcuna correlazione con l’impiego del dipendente.
La valenza del divieto ex art. 8 deve essere commisurata al tipo di attività: per alcuni lavori comportanti il maneggio di denaro o di materiale prezioso, può essere legittima anche la richiesta, di solito non consentita, del certificato penale. Infine la giurisprudenza considera lecite le indagini, condotte anche tramite il ricorso a investigatori privati, sul comportamento di un lavoratore malato o in permesso, al fine di verificare la commissione di eventuali condotte abusive.

Personale di vigilanza sul luogo di lavoro


L’articolo 3 dello statuto consente al datore di lavoro di farsi affiancare nell’attività di controllo da personale di vigilanza. Questa prerogativa è considerata legittima solo quando i nominativi e le mansioni del personale di vigilanza siano stati preventivamente comunicati ai lavoratori.
L’articolo 3 è stato scritto al fine di bilanciare due esigenze diverse: da un lato esso è finalizzato a prevenire i controlli occulti effettuati tramite persone, considerati lesivi della dignità del lavoratore; dall’altro, invece, mira a garantire il diritto per il datore di lavoro di prevenire o verificare la commissione di illeciti, specialmente in quelle attività a rischio di furti e di irregolarità di vario genere da parte dei dipendenti.
Tuttavia, un’applicazione estremamente rigorosa dell’articolo 3 renderebbe impossibile la repressione degli illeciti aziendali; per questo motivo la giurisprudenza ritiene legittimo il controllo occulto, ad esempio operato da agenti in borghese, sulla base di una valutazione ex post. In poche parole, se tale controllo ha permesso di verificare la commissione di un illecito da parte di un lavoratore esso sarà considerato legittimo (ex post); se, al contrario, il monitoraggio del dipendente risulta infondato, esso sarà ritenuto privo di validità giuridica.
Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email