Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il principio della proporzionalità stabilisce che le sanzioni devono essere adeguate alla gravità dell'infrazione, secondo l'articolo 2106 del Codice civile.
  • L'articolo 7 dello statuto dei lavoratori richiede che le sanzioni siano conformi agli accordi e contratti collettivi, limitando il potere discrezionale del datore di lavoro.
  • Le sanzioni disciplinari si dividono in conservative, che permettono la continuazione del rapporto di lavoro, ed estintive, che lo terminano.
  • Le sanzioni conservative includono rimproveri, multe e sospensioni, senza modifiche alle condizioni lavorative del dipendente.
  • Il comma 4 dell'articolo 7 impedisce che le ragioni disciplinari siano utilizzate per giustificare cambiamenti di mansioni o trasferimenti del lavoratore.

Indice

  1. Principio della proporzionalità
  2. Tipologie di sanzioni disciplinari

Principio della proporzionalità

L’articolo 2106 del Codice civile prevede il principio della proporzionalità: la sanzione irrogata al lavoratore deve essere proporzionata alla gravità dell’infrazione commessa.
L’articolo 7 dello statuto dei lavoratori ha invece modificato l’esercizio del potere disciplinare sia sotto il profilo sostanziale sia dal punto di vista procedurale. In primo luogo, le norme relative alle sanzioni disciplinari e alle infrazioni per le quali queste possono essere irrogate devono applicare quanto stabilito in materia da accordi e contratti collettivi di lavoro. Il datore di lavoro non può pertanto prevedere infrazioni e sanzioni a proprio piacimento, ma deve applicare obbligatoriamente le norme dei contratti collettivi, i quali solitamente istituiscono il codice disciplinare (obbligatoriamente affisso in un luogo accessibile a tutti i lavoratori). In sostanza, dalla lettura dell’articolo 7 si evince che i casi in cui l’esercizio del potere disciplinare è considerato legittimo devono essere definiti ex ante (preventivamente).

Tipologie di sanzioni disciplinari

Le sanzioni che il datore di lavoro può irrogare possono essere conservative o estintive. La prima categoria consente la prosecuzione del rapporto; la seconda, al contrario, ne determina la cessazione.

Le sanzioni conservative previste dai CCNL (contratti collettivi nazionali di lavoro) sono, in ordine crescente di gravità, il rimprovero verbale, il rimprovero scritto o la censura, la multa (il cui importo non può essere superiore alla retribuzione di quattro ore lavorative), la sospensione dal lavoro e dallo stipendiamento (per un massimo di dieci giorni). Dopo l’erogazione della sanzione conservativa il lavoratore continua a svolgere la propria attività alle medesime condizioni del passato. Il comma 4 dell’art. 7 prevede inoltre che ragioni disciplinari non possono determinare il mutamento di mansioni o il trasferimento del lavoratore. Se quest’ultimo ritiene che tali atti gestionali, pur motivati in maniera diversa, siano in realtà determinati da ragioni disciplinari, può impugnarli in giudizio e farli dichiarare nulli.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il principio fondamentale che regola le sanzioni disciplinari nel lavoro?
  2. Il principio della proporzionalità, sancito dall'articolo 2106 del Codice civile, stabilisce che la sanzione irrogata al lavoratore deve essere proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa.

  3. Come influisce l'articolo 7 dello statuto dei lavoratori sul potere disciplinare del datore di lavoro?
  4. L'articolo 7 modifica l'esercizio del potere disciplinare, imponendo che le sanzioni e le infrazioni siano definite da accordi e contratti collettivi di lavoro, rendendo illegittimo il potere discrezionale del datore di lavoro nel determinare infrazioni e sanzioni.

  5. Quali sono le tipologie di sanzioni disciplinari previste e quali sono le loro conseguenze?
  6. Le sanzioni disciplinari possono essere conservative, che permettono la prosecuzione del rapporto di lavoro, o estintive, che ne determinano la cessazione. Le sanzioni conservative includono rimproveri, multe e sospensioni, senza modificare le mansioni del lavoratore.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community