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Articoli. 1571 del Codice Civile e 376 del Codice della Navigazione


Per comprendere il concetto giuridico di locazione di nave è necessario raffrontarlo a quello di locazione in generale, enucleato dall’articolo 1571 del Codice civile italiano. Esso definisce la locazione come quel contratto stipulato tra due parti (denominate locatore e conduttore), in virtù del quale una si obbliga a far godere all’altra una cosa mobile o immobile per un dato tempo, dietro pagamento di un canone.

Questa definizione generale trova applicazione anche nella locazione di nave. L’articolo 376 prevede che essa sia conclusa tra un locatore e un conduttore: come nella locazione regolata dal Codice civile, anche in questo caso il locatore è il proprietario della nave, mentre il conduttore è colui che usufruisce della nave per un determinato lasso di tempo dietro pagamento del canone.
Le numerose affinità esistenti tra l’articolo 1571 del Codice civile e l’articolo 376 del Codice della navigazione hanno indotto gli studiosi a considerare la locazione di nave una vera e propria sottospecie della locazione privatistica. Per questo motivo essi ritengono che la locazione di nave sia disciplinata anche dalle norme del codice civile in materia.
In sintesi, dunque, ill contratto di locazione di nave è regolamentato da fonti plurime: Codice civile; formulari contrattuali e Codice della navigazione.
Affinché possa sussistere il contratto di locazione di nave è necessario che il mezzo risulti idoneo alla navigazione. In generale, dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che il contratto di locazione di nave è valido soltanto qualora abbia ad oggetto un veicolo (una nave appunto) destinato alla navigazione e, quindi, a intraprendere un viaggio. Nel caso in cui la nave non sia adibita alla navigazione, non si parlerà di locazione di nave, bensì di locazione di immobile.
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