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Acquisizione dei tabulati telefonici



La giurisprudenza si esprime in modo singolare per ciò che attiene la possibilità di requisire i tabulati telefonici dei privati. Il termine «tabulato» si riferisce ai dati esteriori delle comunicazioni telefoniche (utenze chiamate e chiamanti, orari e durata delle telefonate, ma anche spostamenti personali del possessore di apparecchio di telefonia mobile).
Infatti, la giurisprudenza costituzionale (v. sentt. 81/1993 e 281/1998) li ha ricondotti all’ambito applicativo dell’art. 15, ma escludendo che ad essi si applichi la stessa disciplina prevista per le intercettazioni: per l’acquisizione dei tabulati è sufficiente un decreto motivato del pubblico ministero (v. art. 132 d.lgs. 196/2003).

Una disciplina particolare delle intercettazioni (anche ambientali) come misura per contrastare il terrorismo internazionale è stata introdotta dall’art. 5 del d.l. 374/2001, per acquisire informazioni volte a prevenire la commissione di reati. In questi casi è prevista l’autorizzazione del solo procuratore della Repubblica, su richiesta del ministro dell’interno o dell’autorità di pubblica sicurezza; il loro contenuto non è comunque utilizzabile nel processo penale, ma solo a fini investigativi.
Problemi sorgono in relazione all’applicabilità delle garanzie ex art. 15 alle nuove forme di comunicazione tramite reti informatiche (in particolare tramite Internet): la l. 547/1993 le ha equiparate a quelle tradizionali, estendendo ad esse la disciplina penale dei delitti contro l’inviolabilità dei segreti (v. art. 623-bis c.p.). Tuttavia, se si pensa al complesso dei servizi forniti dalla rete, appare chiara la necessità di verificare, nelle singole applicazioni, la sussistenza del requisito della determinatezza dei soggetti coinvolti. Se tale determinatezza è infatti evidente per servizi come la posta elettronica (email) e gli indirizzari elettronici (mailing list), così come la messaggistica istantanea, sembra però esserlo meno nel caso della partecipazione a gruppi di discussione in rete (newsgroup e forum) e a forme di comunicazione collettiva a distanza (chat room). Ancor diverso, potenzialmente, è il caso dei social network. In ogni caso, le concrete modalità di utilizzo dei servizi in rete sono spesso limitate sul piano contrattuale, attraverso la previsione di forme di controllo e intervento da parte degli stessi gestori in presenza di comportamenti non conformi alle finalità e agli obblighi specificamente sottoscritti.