Concetti Chiave
- Il Purgatorio di Dante è una montagna nell'emisfero australe con sette livelli, ciascuno corrispondente a un peccato capitale.
- Virgilio, simbolo di sapienza e ragione, accompagna Dante nel Purgatorio, mentre Beatrice rappresenterà la Grazia Divina nel Paradiso.
- La struttura del Purgatorio è speculare all'Inferno: si parte dai peccati più gravi, come la superbia, e si sale verso quelli meno gravi.
- I peccati sono organizzati secondo la teoria dell'amore di Aristotele, come eccesso o mancanza di amore per Dio e i beni materiali.
- Il peccato meno grave per Dante è l'eccessiva espressione dei sentimenti, considerati un riflesso divino.
Indice
Il Viaggio nel Purgatorio
Il Purgatorio è il secondo luogo che Dante e il suo accompagnatore Virgilio, poeta latino, visitano. Esso si trova nell'emisfero australe, ed è una montagna in cui ogni livello, detto cornice o balza, corrisponde a un peccato capitale. Per questo il Purgatorio si compone di sette livelli, tanti quanti sono i peccati più gravi di cui l'uomo può macchiarsi.
La parte iniziale si trova su una spiaggia su un'isola e all'apice c'è il paradiso terrestre, che a sua volta si compone di nove livelli.Simbolismo e Razionalità
Durante il viaggio nel Purgatorio Dante è accompagnato da Virgilio, che simboleggia la sapienza e dalla cui opera più importante, l'Eneide (poema epico che ha per protagonista l'eroe troiano Enea), trae ispirazione per l'impostazione dell'opera.
Dante è accompagnato dalla ragione perché sta riflettendo sul peccato e sulle conseguenze che esso ha sull'uomo. Per questo motivo è necessaria la razionalità. Qui l'elemento necessario è costituito unicamente dalla ragione, e non serve la Grazia Divina che è simboleggiata da Beatrice, la quale accompagnerà Dante durante il suo viaggio tra i Beati del Paradiso. Questo significa che per Dante l'uomo da solo può prendere coscienza del peccato di cui si è macchiato.
Struttura e Peccati del Purgatorio
La struttura del Purgatorio è opposta, speculare a quella dell'Inferno: si parte dai peccati più gravi come la superbia e si arriva quelli meno gravi man mano che ci si avvicina al Paradiso Celeste.
Nella prima cornice ci sono i superbi, nella seconda gli invidiosi, nella terza gli iracondi, nella quarta gli accidiosi, nella quinta gli avari e prodighi (tra loro opposti e troppo attaccati alle cose materiali), nella sesta i golosi, ovvero coloro che si attaccano ai beni materiali, e nella settima i lussuriosi, ovvero coloro che si attaccano ai pensieri della carne.
Dante considera il peccato meno grave l'eccessiva espressione dei propri sentimenti, visti da lui come una cosa divina.
Teoria dell'Amore e Peccati
Tutti i peccati sono articolati secondo la teoria dell'amore espressa da Aristotele. Essi, infatti, possono essere visti come mancanza o eccesso di amore: avari e prodighi, golosi e lussuriosi mostrano troppo amore per le cose materiali, gli accidiosi mostrano poco amore per Dio e non fanno abbastanza per avvicinarsi ad esso, mentre i superbi, gli invidiosi e gli iracondi mostrano amore per il male. In particolare la superbia rimanda anche all'amore per se stessi, e quindi al narcisismo.
Da questi peccati capitali derivano tutti gli altri.
Domande da interrogazione
- Qual è la struttura del Purgatorio secondo Dante?
- Qual è il ruolo di Virgilio nel viaggio di Dante nel Purgatorio?
- Come sono classificati i peccati nel Purgatorio?
- Qual è il peccato meno grave secondo Dante?
Il Purgatorio è composto da sette livelli, ciascuno corrispondente a un peccato capitale, partendo dai più gravi come la superbia fino ai meno gravi man mano che ci si avvicina al Paradiso Celeste.
Virgilio simboleggia la sapienza e la razionalità, accompagnando Dante nel suo viaggio nel Purgatorio per riflettere sul peccato e le sue conseguenze, senza la necessità della Grazia Divina.
I peccati sono classificati secondo la teoria dell'amore di Aristotele, come mancanza o eccesso di amore: troppo amore per le cose materiali o poco amore per Dio.
Dante considera il peccato meno grave l'eccessiva espressione dei propri sentimenti, che vede come una cosa divina.