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L’incontro di Dante con i Principi della valletta fiorita


Nell’antipurgatorio, in un’insenatura del monte, un po’ in disparte, Virgilio, Dante ed il poeta Stazio giungono in una valletta tutta smaltata di fiori multicolori e profumati. Sull’erba sono sedute delle anime che cantano la Salve Regina. Si tratta dei principi negligenti che, distratti dagli interessi terreni, trascurarono i doveri verso se stessi e verso i propri sudditi. Per purificarsi devono rimanere nella valletta tanto tempo quanto vissero, cantare la Salve Regina e soggiacere ogni sera alla tentazione di un serpente. La pena è stata individuata per contrappasso. Le anime appaiono unite due a due a seconda delle inimicizie che ebbero sulla terra perché Dante immagina che coloro che in vita furono nemici ora si devono sedere uno vicino all’altro per confortarsi.
Perché i principi negligenti sono stati collocati in un luogo così privilegiato ed appartato e perché la valletta fiorita è così piena di colori e di profumi?
Dante sostiene l’origine divina di ogni autorità; pertanto i principi sono dei vicari di Dio sulla terra e quindi, anche nell’oltretomba, egli riserva loro la stessa dignità che avevano sulla terra.
La valletta è ricca dei colori più svariati: giallo dell’oro, bianco splendente dell’argento, rosso, azzurro dell’indaco, verde vivo dello smeraldo ecc… l’enumerazione di tanti colori, per quanto sostenuta dall’armonia dei versi ci può sembrare troppo particolareggiata e poco originale. Tuttavia è importante che ai colori siano aggiunte le fragranze che servono a dare allo spettacolo una sua spiritualità ed una simbologia particolare. In altre parole, la valletta fiorita con i suoi colori ed i suoi profumi se da un lato appaga i sensi (l’odorato e la vista) dall’altro contribuisce a far smarrire l’anima com’è successo in vita ai principi negligenti.
Quindi Sordello, dall’alto del balzo, passa in rassegna gli spiriti in ordine rigorosamente gerarchico, cioè dagli imperatori ai prìncipi. Lo stesso procedimento segue Virgilio nell’Eneide dove Anchise, nell’Eliseo, da un’ altura mostra ad Enea tutti i suoi discendenti. Ed anche dal “nobile castello” del Limbo, posto in alto, erano state mostrate a Dante le anime degli spiriti magni.
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