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L'incontro di Dante con Belacqua

Fra le anime negligenti che attesero di essere in punto di morte per convertirsi, Dante incontra Il fiorentino Belacqua.
Mentre Virgilio sta dando spiegazioni sulla e della montagna la cui salita diventa più agevole man mano che ci si avvicina verso la sommità, una voce risuona. I due poeti si girano e, alla loro sinistra, rannicchiate dietro un masso, scorgono alcune anime. Una di queste se ne sta seduta, abbracciandosi le ginocchia e tenendo il volto chino fra di esse. Virgilio la indica come la più pigra di tutte. L'anima, sollevando gli occhi lungo la coscia, rivolte a Dante delle parole ironiche: dalla voce il Poeta riconosce che si tratta di Belacqua, un suo contemporaneo. Come in vita tardò, per negligenza e pigrizia, a pentirsi, così ora in modo ozioso se ne sta seduto riparato dall'ombra di un macigno in attesa che giunga il suo momento della purificazione, che può essere abbreviato dalle preghiere di suffragio.

Belacqua era un liutaio fiorentino conosciuto per la sua indolenza e pigrizia che Dante conosceva molto bene. Esso incarna il vero negligente sia dal punto di vista fisico che intellettuale.
Dante lo presenta a Virgilio con una bonaria ironia e Belacqua punto da questa leggera canzonatura risponde a sua volta con dispetto e risentimento, ma non con malvagità. Il suo modo di comportarsi ci rimanda ad un vero negligenze: invece di gli occhi di scatto, incuriosito, fa strisciare lentamente lo sguardo lungo la coscia: parla a monosillabi (= va tu su, che si valente?) e questo indica lo sforzo verbale che egli si trova costretto a fare.
La scena dell'incontro La¨ venata di ironia e da una sottile vena comica. Belacqua che ha udito le profonde spiegazioni date a Dante da Virgilio a proposito dell'unità  e pluralità  dell'anima e in merito all'illuminazione del sole nel Purgatorio, esprime un commento canzonatorio: Hai capito ora? Come volesse dire. Che cosa ci hai guadagnato?. Dante accenna un piccolo sorriso e si rivolge al vecchio amico in modo familiare, chiamandolo, affettuosamente, per nome e compiacendosi di trovarlo in un luogo di salvazione. Belacqua risponde con la stessa affettuosità , ricorrendo alla parola al fratello?; tuttavia non viene meno ai suoi istinti terreni perché invece di chiedere indulgenza chiede piuttosto approvazione e lode. Quindi illustra la pena a cui queste anime sono sottoposte e nel pronunciare ali parole, Belacqua ritrova serenità  e pacatezza.

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