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L'incontro di Dante con Martino IV


Nella VI cornice del Purgatorio, fra le anime dei golosi, Forese Donati indica a Dante alcune anime e fra queste anche quella del Papa Martino IV. Il poeta non si sofferma a parlare con lui però ne fa una descrizione, breve ma molto significativa:

.e quella faccia
di là da lui, più che l'altre trapunta
ebbe la santa Chiesa in le sue braccia:
dal Torso fu, e purga per digiuno
l'anguille di Bolsena e la vernaccia.

.e quel viso
più lontano da lui [Forese Donati]
governò la Santa Chiesa [fu pontefice]
fu originario di Tours, e sta espiando con il digiuno
il vizio di abbuffarsi di anguille pescate nel lago di Bolsena e di vernaccia.

Numerose sono le anime che si accalcano intorno a Dante per essere nominate e tutte sarebbero contente di essere riconosciute. Fra queste una si distingue che viene descritta da Dante con una punta di sarcasmo. E' lo spirito più magro di tutti, con la faccia piena di solchi come si trattasse di un lavoro di trapunto. Si tratta di Martino IV che fu pontefice per quattro anni, dal 1281 al 1285. dal Torso fu significa che era originario di Tours, in Francia, dove ricoprì la carica di tesoriere della cattedrale. Dai documenti sappiamo che fu magnanimo e che curò con dedizione gli affari della Chiesa: forse è per questo che si trova in Purgatorio, nonostante il suo vizio: la golosità. Infatti in soli due versi, Dante ci descrive, con un tono che rasenta il comico, il punto debole del Pontefice. Gli piaceva starsene a Montefiascone, sul lago di Bolsena, per fare scorpacciate di anguille, innaffiate con il vino bianco (= la vernaccia). Ora è collocato in mezzo ai golosi per per purgare questo suo vizio, soffrendo la fame e la sete e obbligato a passare sotto due alberi carichi di frutti freschi.

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