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Canto II

Sono circa le 6 del mattino, 6 aprile: è la domenica di Pasqua. Dante e Virgilio si trovano nella spiaggia dell’Antipurgatorio. Qui Dante incontra le anime che hanno appena lasciato la terra. Il Sole era giunto all’orizzonte e la notte si affacciava sul fiume Gange, sotto il segno della bilancia (qui troviamo una notazione astronomica). All’improvviso apparve una luce avanzare molto rapidamente: Dante distoglie lo sguardo per chiedere cosa fosse al maestro e se la ritrova già molto vicina a lui. La luce era di un biancore lucente e Dante fu sollecitato ad inginocchiarsi di fronte a un tale ministro divino: era l’angelo nocchiero. Egli avanzava senza strumenti, né remi, né veli, ma solamente con le proprie ali; era a poppa, su una navicella molto leggera con a bordo un centinaio di anime che intonavano canti di gloria. Le anime furono benedette e scesero sulla spiaggia, ma non sapendo dove andare, si avvicinarono ai due poteri per chiedere informazioni: appena si accorsero che Dante era ancora vivo, impallidirono e si accalcarono attorno a lui meravigliati. Tra loro Dante vide un’anima che si fece avanti per abbracciarlo, ma tre volte le braccia gli si strinsero al petto: era l’anima di Casella, morto qualche tempo prima. Infatti, Dante fu sorpreso di vederlo lì, al che gli chiese come mai fosse arrivato solo ora. Casella rispose che non gli è stato fatto nessun torto, ma l’angelo nocchiero decide per volere divino chi prendere prima; dopodiché, su richiesta di Dante, intona “Amor che nella mente mi ragiona”, creando una scena idillica, dalla quale lo stesso Virgilio fu catturato (perché egli rappresenta la ragione umana, che è fallace) e tutti si dimenticarono di correre verso la montagna del Purgatorio. Fu così che sopraggiunse Catone che ammonì severamente tutti, e ripresero il loro cammino.
Casella
L’incontro con Casella ricorda quello di Enea con Anchise, il padre. Casella viene riconosciuto da Dante già dal tono della sua voce. Si sa poco di lui, il suo nome compare in qualche antico codice. Egli era un cantante e musicista fiorentino, che probabilmente musicò i versi di Dante. Morì probabilmente poco prima del 1300, poiché Dante non si spiega come mai non è ancora salito a purificarsi. Una ipotesi è che nel Natale del 1299 fi istituito il Giubileo, che prometteva il perdono a chi si fosse recato a Roma e versato un’offerta in denaro. Quindi la lunga attesa di Casella è una protesta contro Bonifacio VIII, che aveva proclamato il Giubileo, sia una polemica contro le indulgenze.
Commento
Il canto si apre con una notazione astronomica in cui Dante dice la sua posizione. L’emisfero boreale è delimitato dalla Spagna e a est dal fiume Gange, mentre al centro c’è Gerusalemme opposta alla montagna del Purgatorio. Le anime traghettate sulla navicella intonano “In exitu Israel de Aegypto”, il primo verso del Salmo 113, che celebra la liberazione degli ebrei dalla schiavitù: Dante allude allegoricamente alla liberazione delle anime dal peccato.
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