Ominide 4865 punti

Dopo essere state richiamate da Catone, le anime si volgono al monte.
Dante si volge a Virgilio e si accorge che è turbato per il rimprovero di Catone l'Uticense.
La coscienza di Virgilio è tanto grande e giusta che anche un piccolo fallo gli provoca un grande rimorso.
Dante guarda il monte verso il quale doveva dirigersi. Vede la propria ombra, ma non vedendo quella di Virgilio si spaventa, temendo di essere stato abbandonato.
Ma le anime non hanno ombra, poiché il loro corpo è sepolto (il corpo di Virgilio è sepolto a Napoli, ma lui è morto a Brindisi).
Allora, com'è possibile che le anime, nonostante non abbiano il corpo, soffrano come se l'avessero? Questo è il volere di Dio. Se volessimo capirlo saremmo matti come colui che vuole spiegare il mistero della Trinità avvalendosi solo della ragione.
La ragione ha dei limiti. La fede è accettazione: non si possono spiegare certe cose solo con la ragione.
E allora perché proprio Virgilio (che allegoricamente rappresenta la ragione) come guida di Dante?

La ragione non serve a spiegare i misteri divini, ma a comprendere e distinguere il bene dal male.
Infatti, se gli uomini potessero capire i misteri divini non ci sarebbe stato bisogno che Maria avesse partorito Gesù.
La fede non si ottiene attraverso la ragione, ma con la ricerca (tuttavia deve anche esserci l'illuminazione di Dio). Nessuno può spiegare l'arché, ovvero l'origine del tutto.
Virgilio è turbato: lui non ha mai avuto la fede, non potrà mai conoscere Dio.

Hai bisogno di aiuto in Purgatorio?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email