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L’incontro di Dante con Caronte


Nel III canto dell’ Inferno, Dante e Virgilio giungono sulla riva del fiume Acheronte che separa l’ antinferno dal Limbo.
Qui, dopo aver incontrato lo stuolo degli ignavi, essi scorgono Caronte, il dèmone che traghetta i dannati dall’altra parte del fiume Acheronte e che si fa avanti, in piedi su un battello. Le parole che indirizza ai dannati che lo aspettano accalcati sulla riva sono tremende: non potranno più rivedere il cielo e ricorda loro che lesta attendendo un mondo fatto per sempre di tenebre ed ogni pena possibile. Il suo aspetto è orribile e imponente nello stesso tempo. Viene descritto come un vegliardo dai capelli e dalla barba bianca e incolta e con gli occhi infuocati. E’ un personaggio mitologico, figlio dell’ Erebo e della Notte, già incontrato da Enea nell’ Ade e trasformato da Dante in dèmone.
Appena egli scorge i due viandanti, si rivolge a Dante in modo imperioso, ordinandogli di andarsene immediatamente perché fa ancora parte delle anime che non hanno abbandonato il corpo, ma Virgilio spiega a Caronte che questa è la volontà di Dio e gli ordina in modo perentorio di non porre più domande. Tuttavia, vedendo che Dante indugia, continua dicendo che per raggiungere la sua metà egli dovrà utilizzare un’imbarcazione più leggera, facendo riferimento al vascello che, guidato da un angelo nocchiero, raccoglie le anime alla foce del Tevere per trasportarle agli antipodi, cioè sulla riva dell’isola su cui si eleva la montagna del Purgatorio.
Il canto prosegue con la descrizione dei dannati che si ammucchiano sulla rive dell’Acheronte per essere traghettati: Caronte fa un cenno perché si facciano avanti e colpisce con il remo coloro che si attardano. Due sono le similitudini a cui ricorre Dante: i dannati sono simili alle foglie di un albero che cadono una dopo l’altra al soffiare del vento autunnale e la loro risposta al gesto del nocchiero, ricorda la reazione di un uccello da richiamo al fischio del cacciatore. Sull’Acheronte è tutto un va e vieni: quando l’imbarcazione guidata da Caronte ha quasi raggiunto la riva di destinazione, su quella opposta si accalca di nuovo una moltitudine di dannati pronti pere ssere traghettati.
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