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Mitologia greca-Caronte


Figlio di Erebo e della Notte, è il vecchio e fosco nocchiero che traghetta le anime dei morti dall'una all'altra sponda dell'Acheronte, dove avranno accesso al mondo dell'Oltretomba. Ignoto sia a Omero che a Esiodo, è comunque figura comune all'Oltretomba dei Greci, dei Romani e degli Etruschi. Affine all'etrusco Charun, entrò a far parte della tradizione greco-romana grazie alle raffigurazioni sepolcrali etrusche, perdendo i tratti diabolici e terrificanti che gli erano propri, per acquisire invece quelli di un vecchio barbuto re trasandato, coperto da un mantello e con un copricapo. Per avere accesso alla sua barca , ogni defunto deve pagargli un obolo, la monetina che i parenti hanno provveduto a collocargli sotto la lingua al momento delle onoranze funebri. Ai defunti sprovvisti di moneta, perchè non hanno ricevuto le debite esequie funebri, non resta che aspettare sulla riva per l'eternità oppure fuggire alla sorveglianza di Ermes, che li ha accompagnati fino alla riva dell'Acheronte, per tentare di introdursi nel Tartaro da un ingresso secondario come quello posto presso il Capo Tenaro, in Laconia, o quello presso la città di Trezene, per citarne soltanto alcuni. Dall'antro vicino al Capo Tenaro sarebbe giunto al Tartaro Eracle, guidato da Atena e da Ermes.
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